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Il Piemonte di fronte alla sfida del "Divario Digitale Culturale"

 
Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per l’elaborazione del digital index OICT 2018 si è cercato, oltre ad adattare l’indice DESI Europeo alla dimensione regionale per un’analisi del posizionamento piemontese, di reperire il più possibile fonti a copertura di tutte le regioni italiane, per poter effettuare un’analisi comparata tra le Regioni Italiane. Il Digital Index risulta quindi composto da 34 indicatori, di cui per 16 è stata recuperato il dato per tutte le Regioni Italiane. Per altri 10 invece è stato reperito il dato solo per la Regione Piemonte.
 

La fruizione di contenuti informativi in rete (quotidiani ad esempio o siti di informazione) vede primeggiare, a livello Italiano, il Molise, che però nel panorama europeo si trova solamente in 29° posizione (con valori simili alla Francia) rispetto ad una abitudine più diffusa di consultare notizie on-line, dimensione in cui le regioni Italiane occupano in generale, tutte, le ultime posizioni, come purtroppo si è già riscontrato per altri fenomeni.

Un comportamento più disomogeneo tra le Regioni si trova invece per quanto riguarda le attività ludiche: la fruizione di musica, video e giochi on line è marcatamente più diffusa in Campania, Toscana, Lombardia, mentre in altre regioni, come Sicilia e Trentino, tarda ad affermarsi; a livello europeo sono i paesi del Nord ad occupare le prime posizioni, ed i paesi dell’Est Europa ad occupare le ultime. Molto probabilmente, oltre a propensioni dovute a diverse abitudini ed elementi di contesto, la disponibilità di banda fissa e mobile adeguata incide sulla reale possibilità di fruire di tale tipologia di contenuti.


Figura 15. Digital Index OICT 2018 – Attività on-line della popolazione, confronto tra Regioni, indici


Contrariamente ai luoghi comuni invece il comportamento degli Italiani sui social network si rivela meno pervasivo del panorama Europeo: le Regioni italiane si trovano in generale nella seconda parte della classifica dei più “social”: punteggi più elevati per Emilia Romagna e Marche (20° posizione, con valori simili a Lituania ed Estonia), propensione meno elevata per Puglia e Calabria. 

Performances ancora peggiori, ad eccezione di alcuni virtuosismi, per l’utilizzo on-line di servizi che prevedono transazioni (servizi bancari ed e-commerce), rispetto a cui i canali elettronici non sono ancora riusciti ad acquistare la fiducia necessaria per affiancare almeno i canali tradizionali,  soprattutto nel gruppo di regioni in cui abbiamo già visto accompagnarsi un basso livello di competenze digitali: Sicilia, Calabria e Campania occupano gli ultimi posti in Europa per la diffusione dell’home banking, e di pari passo non mostrano buone performance nel campo dell’e-commerce, nonostante questo abbia riscontrato una diffusione crescente. Un gruppo di Regioni invece (Veneto, Friuli ed Emilia Romagna), pur non registrando punteggi elevati in quanto a diffusione dei servizi bancari on-line, occupano invece i primi posti in Europa nell’e-commerce, insieme al Regno Unito, Svezia e Danimarca. Queste 3 regioni sono proprio quelle, guardando i dati complessivi, che mostrano, rispetto alle altre regioni italiane, una maggiore propensione generale della popolazione a svolgere attività in rete. Sono anche, non potrebbe essere diversamente, tra le regioni con disponibilità più elevate di connettività.

E sul fronte delle competenze digitali?

I laureati 2016 in Italia rappresentano il 4,8% della popolazione in età 20-29: in termini assoluti grossa parte di essi risiede in Lombardia, Campania e Lazio; in termini relativi (rispetto alla popolazione in età 20-29 quindi) si vedono alcuni regioni primeggiare: Molise, Abruzzo, Basilicata e Marche scalano la classifica.



Figura 10. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (valori assoluti, fonte Miur)


Figura 11. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (% su popolazione 20-29 anni, fonte Miur)


Se si effettua un carotaggio sui diversi gruppi di lauree, quali le lauree STEM, ovvero tutte quelle che si possono ricondurre ad un ambito tecnico-scientifico, il fenomeno si ripete: Abruzzo, Basilicata, Marche e Molise ripetono il loro primato, seguiti da Umbria e Lazio, con valori superiori al 3% della popolazione 20-29 anni; accanto ad Abruzzo e Basilicata, con valori di circa il 57% del totale dei laureati abbiamo Emilia Romagna e Piemonte. Chiudono la classifica invece Valle D’Aosta, Sardegna e Sicilia.
Con questi numeri le Regioni Italiane nel complesso, per la dimensione dei laureati STEM, occupano, tutte, le ultime posizioni della classifica europea.

Ma basta la laurea per favorire le competenze digitali di una regione? Se si esamina invece il fenomeno delle competenze digitali nel suo complesso, rispetto ad anni precedenti le performance di Italia e di molte regioni sono peggiorate rispetto ad un panorama europeo in cui invece ci sono stati significativi progressi.

 


Figura 14. Digital Index OICT 2018 – Competenze Digitali, confronto tra Regioni, indici


Dal grafico emerge chiaramente una complessiva arretratezza per un gruppo di regioni: Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Come abbiamo già visto il Molise però, insieme all’Abruzzo, ed alla Basilicata (la Basilicata si dimostra la migliore in Europa, con la sua 27° posizione) ha anche i più alti valori di Laureati in discipline tecnico-scientifiche, che evidentemente non sono stati sufficienti ad incidere su comportamenti e professionalità nella Regione. Vi è poi un gruppo di Regioni più performanti in termini di utenti Internet e professionalità digitali, con l’emergere del Lazio, seguito a distanza dalla Lombardia (rispettivamente 3° e 7° posizione in Europa), che fungono da concentratore su questi 2 tipi di dimensioni.