Osservatorio ICT Piemonte

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L’adozione di forme di telelavoro si pone come un’innovazione organizzativa che risulta particolarmente diffusa tra le imprese piemontesi (il 16% delle imprese piemontesi adotta forme di lavoro a distanza). La crescita del fenomeno sembra imputabile, oltre che alla crescente diffusione della connettività ad Internet, a fenomeni di accumulo graduale di sistemi informativi (in primis applicativi di tipo ERP), e di competenze organizzative nei processi primari collegati a tali tecnologie. In alcuni settori (es. public utilities, consulenza, produzione di macchinari industriali) il lavoro a distanza è da sempre esistito, ma trova oggi nelle architetture dei sistemi informativi di tipo web-based e nella diffusione di tablet, smartphone e laptop, modalità di conduzione più efficienti sia per l’impresa che per i lavoratori.

Pubblicato in Pillole
Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Imprese

Integrazione delle tecnologie digitali: l'economia digitale in Piemonte

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei, prendendo in considerazione 5 dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

 

La metodologia di calcolo del DESI Index, elaborata dalla Commissione Europea per un’analisi ed un benchmark a livello di stati nazione, è stata adattata dall’Osservatorio a livello regionale, tramite un complesso lavoro di reperimento della base dati. È stato così possibile ricostruire una parte degli indicatori a livello regionale, ottenendo un dettaglio del posizionamento del Piemonte rispetto al dato italiano e a quello degli altri paesi europei e, laddove possibile, rispetto alle altre regioni italiane. Per maggiori dettagli rispetto alla base dati e alle fonti consulta la nota metodologica per l’anno 2019

Figura 1: Mappa coropletica dell’Unione Europea e del Piemonte, colorata gradazioni di verde per livelli crescenti dell’indicatore di “Integrazione dei servizi digitali” del DESI 2019.
 

Dalla mappa della dimensione “Integrazione delle tecnologie digitali” si nota un’Europa variegata, in cui le economie del Nord trainano le restanti regioni meno digitalizzate. Il Piemonte riesce a ottenere un punteggio maggiore della propria media nazionale, ma questo distacco è minimo e lo mantiene comunque distante dalla media europea.
Come per il “Capitale Umano”, anche per le aziende saranno necessarie manovre e interventi per non rimanere indietro dal passo UE. Non è solo un problema piemontese, ma nazionale e in parte europeo. Fornire carburante alla digitalizzazione delle imprese è fondamentale per sopravvivere alla nuova economia mondiale. 

Digitalizzazione del business: il 7% delle aziende piemontesi analizza Big Data



Figura 2: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “4a Digitalizzazione del business” per le nazioni europee e il Piemonte (evidenziato). I punteggi sono pesati secondo la metodologia del Desi Index

A livello europeo, le aziende europee hanno un buon punteggio per la sottodimensione “Digitalizzazione del business”, piazzandosi tra Malta e Spagna (Figura 2). La performance media italiana, invece, si colloca nelle retrovie, tra la Slovenia e la Slovacchia. Il Piemonte ha valori superiori alla media per quando riguarda lo scambio di informazioni elettroniche e l’utilizzo dei social media. Le performance sono invece più basse per analisi dei big data e utilizzo di infrastrutture cloud.


 

Figura 3: infografica rappresentate le percentuali di aziende piemontesi che utilizzano le tecnologie della sottodimensione “4a”

Analizzando l’indicatore nei dettagli, in Piemonte quasi la metà delle aziende utilizza attivamente social network e scambia informazioni elettroniche. La tecnologia cloud è abbastanza diffusa (21.55%) e una fetta discreta delle aziende analizza big data (7.08%). 


E-Commerce: il 7% del fatturato delle aziende piemontesi deriva dalle vendite online


Figura 4: grafico a barre con i valori degli indicatori pesati della sottodimensione “4b e-Commerce” per il Piemonte e per le nazioni dell’Unione Europea. 

La sottodimensioni e-commerce valuta la digitalizzazione dell’azienda in termini economici, dalle attività online al fatturato, fino alle vendite internazionali effettuate grazie a piattaforme web. Il Piemonte ottiene un punteggio in linea con la media italiana, ma al di sotto di quella europea. In particolare, la media dell’Eurozona è alzata da nazioni come l’Irlanda, in cui i colossi del web investono molte risorse.  
 


Figura 5: Aziende piemontesi che effettuano vendite online e relativa percentuale di fatturato sul totale

In Piemonte l’11.57% delle imprese dichiara di vendere beni e servizi online. Queste vendite coprono il 7.08% del fatturato totale. 



ICT in Piemonte: un comparto in crescita che sfiora il 4% del totale delle imprese piemontesi al 2019

Il numero totale di imprese1 in Piemonte ha subito una leggera flessione nel periodo preso in considerazione, passando dalle 543.076 unità locali attive nell’anno 2012 alle 531.666 attive del 2019.2 Il comparto ICT3 si mostra in leggera controtendenza rispetto al trend generale, con un aumento di 1.023 unità locali negli anni 2012-2019, pari ad una crescita del 5,25%. Il numero di UL afferenti al comparto ICT nel 2019 risulta essere di 20.503 unità, corrispondente al 3,86% del numero totale di imprese piemontesi. Come si può notare in Figura 1 la provincia in cui si concentra la quasi totalità delle imprese ICT è Torino: sono 12.999 nel 2019. Le province di Cuneo, Alessandria e Novara si posizionano subito dietro con oltre 1.500 imprese ICT attive sul proprio territorio.

Figura 1: descrittive sulle imprese del comparto ICT per la Regione Piemonte per gli anni dal 2012 al 2019. Numero di imprese attive del settore ICT sul totale delle imprese nel grafico misuratore, con dettaglio provinciale nel grafico a barre. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 

Rispetto alle categorie Ateco ICT, la Figura 2 mostra come – per tutto il periodo temporale considerato – il settore più rappresentativo del comparto ICT sia quello dei Servizi Intangibili, che supera a livello regionale le 14.000 unità nel 2019. Questo settore comprende, ad esempio, tutte le imprese che operano nell’ambito delle telecomunicazioni, della consulenza in ambito informatico e dell’elaborazione dati, della riparazione di computer ed apparecchiature elettroniche. Interessante anche notare come il numero di imprese nel settore Distribuzione e Commercio rimanga stabile nel tempo, superato dal 2014 dall’Industria dei Contenuti, che da ultimo aggiornamento conta 2.593 unità.


Figura 2: grafico ad aree con l’evoluzione del numero di imprese attive scomposto per categorie di Ateco ICT, Regione Piemonte periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Per analizzare più nel dettaglio il fenomeno sono stati utilizzati tre indicatori Istat di demografia d’impresa:

1) Tasso di natalità delle imprese: rapporto tra imprese nate all'anno t e le imprese attive dello stesso anno (percentuale)
2) Tasso di mortalità delle imprese: rapporto tra imprese cessate all'anno t e le imprese attive dello stesso anno (percentuale)
3) Tasso netto di turnover delle imprese: differenza tra il tasso di natalità e di mortalità delle imprese (percentuale).

Bilancio demografico positivo per le imprese ICT, trainate dalle imprese dei Servizi Intangibili che crescono dell’8% circa in 8 anni

L’evoluzione del tasso netto di turnover delle imprese e delle imprese ICT in Piemonte tra il 2012 e il 2019, rappresentato in Figura 3, mostra un trend demografico quasi sempre positivo per le imprese ICT (tranne per l’anno 2013 in cui le cessazioni hanno raggiunto le 1.528 unità) e generalmente superiore a quello del totale delle imprese (con la sola eccezione dell’anno 2017 in cui il numero di imprese ICT nate ha raggiunto il valore minimo dell’intero periodo preso in considerazione, fermandosi a 1.356 unità).


Figura 3: tasso netto di turnover delle imprese e delle imprese ICT per la Regione Piemonte per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Figura 4: tasso netto di turnover delle imprese ICT Piemonte scomposto per categorie di Ateco ICT per la Regione Piemonte per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Dando un’occhiata più da vicino alle sole imprese del comparto ICT, in
Figura 4, solo i Servizi Intangibili e l’Industria dei Contenuti presentano tassi netti di variazione positivi, laddove invece per il settore Manifatturiero e quello della Distribuzione e Commercio i tassi netti di turnover sono mediamente al di sotto dello zero.

I tassi appena descritti sono frutto di specificità locali. Le caratteristiche socio-economiche del variegato mosaico territoriale piemontese giocano un ruolo chiave nel creare – o meno – un sub-strato favorevole alla nascita e persistenza delle imprese del settore digitale. Un focus di analisi a livello comunale – opportunamente ricondotta ad una dimensione di studio più esplicativa quale i Sistemi Locali del Lavoro -  potrebbe far emergere interessanti informazioni sulla presenza di eventuali “distretti digitali” piemontesi. In questa prima fase si pone la lente di ingrandimento sui dati disaggregati a livello provinciale.


ICT nelle province: guidano le aree urbane con Torino capofila per quota di imprese ICT (4,8%), chiudono le province “verdi” di Cuneo e Asti (2,4%) 


Figura 5: tasso netto di turnover delle imprese nelle province piemontesi per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Un rapido confronto degli andamenti dei tassi netti di turnover riportati in
Figura 5 e in Figura 6 fa emergere alcuni aspetti interessanti, evidenziando la diversa specializzazione delle varie province nel settore ICT. La provincia di Biella vede un trend di generale decrescita del numero di imprese dal 2012 ad oggi, con un tasso di turnover delle imprese costantemente sotto lo zero, ma volgendo lo sguardo alla situazione delle imprese ICT si nota una situazione meno negativa, con un turnover che oscilla tra valori positivi e negativi. Dal 2012 ad oggi il colosso del tessile ha perso complessivamente il 5% delle proprie unità locali, ma quelle del comparto ICT rimangono praticamente invariate nel tempo: le 699 imprese ICT biellesi rappresentano il 3.25% del totale delle imprese provinciali. Un mix dato dalla generosa dotazione di risorse naturali facilmente sfruttabile a fini turistici, combinato al più basso tasso di copertura da rete fissa provinciale a livello piemontese,potrebbe invece fornire una spiegazione plausibile alla bassa incidenza del settore digitale sul territorio del VCO. Questa è la provincia con meno imprese ICT in assoluto: 475, che pesano per il 2,84% del totale provinciale.


Figura 6: tasso netto di turnover delle imprese ICT nelle province piemontesi per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Il rapporto più basso tra imprese attive ICT sul totale è quello delle province di Cuneo ed Asti, dove queste rappresentano appena il 2,4% del totale. Più alta è invece la quota di imprese digitali per le province di Torino (4,8%) e Novara (4%), che sono anche le province che vedono una maggiore capillarità della rete Broad-Band, Fast e Ultrafast sul territorio provinciale (grazie soprattutto alle grandi aree urbane ben connesse).


Sono Torino, Cuneo, Novara ed Alessandria le province più specializzate nel settore dei Servizi Intangibili, con un trend demografico in costante aumento

La Figura 7 focalizza infine l’attenzione sulle componenti Ateco del comparto ICT, fornendo una panoramica provinciale dello stato di salute dei quattro aggregati di attività economiche analizzate. Guardare ai trend demografici d’impresa a livello provinciale risulta essere estremamente rischioso per i settori Distribuzione e Commercio, Industria dei Contenuti e Manifatturiero, dove – ad esclusione della provincia di Torino – il numero di unità locali presenti varia dalle poche decine alle due-trecento. Questo implica che anche un saldo positivo (o negativo) di poche UL può generare forti variazioni percentuali. Il ridotto numero di UL sul territorio è dato dalla forte settorializzazione delle attività produttive analizzate. Per i settori ICT Manifatturiero e Distribuzione e Commercio si tiene conto delle sole imprese impegnate nella fabbricazione e nel commercio all’ingrosso di computer ed apparecchiature elettroniche, mentre l’Industria dei Contenuti riguarda in generale i servizi di informazione (tra cui attività cinematografiche, editoriali ed agenzie stampa).

 

Più interessante è invece un commento sulle imprese che offrono Servizi Intangibili, che rappresentano la quota preponderante delle imprese ICT in Piemonte. La Figura 7 mostra un certo dualismo nell’andamento dei tassi netti di turnover delle imprese appartenenti al settore: un cluster di province – individuabili in Torino, Cuneo, Novara ed Alessandria – vede un trend pressoché in costante aumento. Queste sono anche le province con più imprese di Servizi intangibili - oltre 1000 unità - mentre nelle altre il loro numero è sensibilmente inferiore e mai superiore alle 500 unità. L’unica eccezione è rappresentata dalla provincia di Asti, dove il numero di imprese di Servizi intangibili è cresciuto negli ultimi anni, arrivando a 506 nel 2019.


Figura 7: tasso netto di turnover delle imprese ICT nelle province piemontesi per il periodo 2012-2018. Selezionate le imprese ICT del settore Distribuzione e Commercio, del Settore Industria dei Contenuti, del settore Manifatturiero, del settore Servizi Intangibili. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive.


Analisi comunale

I dati dell’Anagrafica delle Attività Economiche e Produttive al 2019 vengono infine disaggregati a livello comunale col fine di analizzare il comparto ICT nei singoli Sistemi Locali del Lavoro; l’obiettivo è quello di far emergere possibili fenomeni di specializzazione circoscritti a cluster territoriali più ristretti rispetto all’aggregato provinciale.

Da una prima osservazione dei valori assoluti riportati in Figura 8 - con il numero di unità locali del comparto ICT aggregati per Sistema Locale del Lavoro - emerge l’egemonia del SLL di Torino, con quasi 11.000 imprese ICT che operano sul territorio. La fetta più importante di attività risulta essere localizzata nel comune di Torino (7.355) e nei comuni della prima cintura, con Rivoli, Moncalieri e Collegno nelle prime posizioni con oltre 250 unità locali ciascuna. Tra i Sistemi Locali del Lavoro più “digital” troviamo tutti quelli che gravitano attorno ai capoluoghi di provincia, con l’eccezione di Vercelli e Verbania che contano meno di 300 imprese ICT.

Nella parte alta della classifica troviamo però alcune interessanti eccezioni, quali ad esempio i Sistemi Locali del Lavoro di Ivrea e Borgomanero. In questi SLL i comuni capoluogo hanno un ruolo sicuramente centrale in termini di specializzazione nel comparto ICT, ruolo che condividono però con alcuni dei comuni satellite dimostrando una certa omogeneità nella diffusione sul territorio del digitale. Va fatto notare che i SLL appena citati si trovano all’interno delle province di Torino e Novara, quelle che registrano i più alti tassi di copertura da rete fissa e mobile a livello piemontese.5



Figura 8: unità locali che operano nel comparto ICT (valori assoluti), dettaglio comunale in mappa, aggregazione per Sistema Locale del Lavoro nel grafico a barre. In mappa sono rappresentati i comuni che hanno almeno una unità locale ICT all’interno dei propri confini comunali. Esclusi i capoluoghi di provincia. Nel grafico a barre orizzontali sono riportati i valori assoluti di unità locali ICT aggregate per SLL. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 2019.





Figura 9: unità locali che operano nel comparto ICT (valori relativi sul totale delle UL), dettaglio comunale in mappa e in tabella, aggregazione per Sistema Locale del Lavoro nel grafico a barre. In mappa sono rappresentati i comuni che hanno almeno una unità locale ICT all’interno dei propri confini comunali, la gradazione di blu rappresenta il minore (azzurro) o maggiore (blu scuro) peso del comparto ICT sul totale. In tabella è riportata la percentuale di unità locali ICT sul totale per comune, con informazioni relative all’altitudine del comune e alla popolazione rilevata al 1.1.2018. Nel grafico a barre orizzontali sono riportati i valori percentuali di unità locali ICT aggregati per SLL. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 2019 e ISTAT.


La
Figura 9 aiuta a fare chiarezza rispetto all’intensità del fenomeno, attraverso la percentuale di unità locali ICT sul totale per ciascun Sistema Locale del Lavoro. Questa misura di peso relativo del comparto ICT fa emergere ancora una volta la specializzazione del SLL di Ivrea, che vede al 2019 una quota di imprese ICT sul totale pari al 6,1%.6 Questi risultati confermano la presenza sul territorio eporediese di una forte specializzazione nel settore, che trova fondamento nella pesante eredità Olivettiana - in termini di immagine del territorio verso l’esterno e di competenze diffuse nella forza lavoro - oltre che nella presenza di requisiti di base quali la dotazione di infrastruttura digitale. Laddove questi requisiti di base sono più deboli anche il livello di specializzazione locale nel comparto ICT risulta risentirne: basta dare un’occhiata ai comuni dell’arco alpino in Figura 9 per notare come il range di colori vari generalmente dal bianco (assenza di imprese ICT) alle tonalità più chiare di blu (bassa percentuale di imprese ICT sul totale), una dinamica che trova una interessante ed attesa correlazione con i livelli di copertura da rete fissa registrati dall’osservatorio ICT nell’anno 2019 per questi comuni.

 

Figura 10: cruscotto informativo per i singoli Sistemi Locali del Lavoro selezionati (SLL di Ivrea nell’esempio). In alto a destra sono riportati il numero di comuni e la popolazione presente nel SLL, con il numero di imprese attive e quello delle sole imprese del comparto ICT. In basso a destra la tabella riporta l’informazione comunale relativa alla percentuale di unità locali ICT sul totale, con informazioni relative all’altitudine del comune e alla popolazione rilevata al 1.1.2018. A sinistra informazioni relative alla scomposizione per categorie Ateco (grafico ad anello) delle imprese del comparto ICT che operano nel SLL selezionato.

La dashboard rappresentata in Figura 10 va infine a porre la lente di ingrandimento sui singoli Sistemi Locali del Lavoro, in questo caso quello di Ivrea. Il Sistema Locale del Lavoro di Ivrea risulta composto, al 2019, da 55 comuni che contano complessivamente poco più di 100.000 residenti. Sul territorio sono presenti 11.437 imprese, di cui 669 ICT. Nella tabella di dettaglio comunale sono riportati i comuni del SLL ordinati in modo decrescente sul numero di imprese ICT. I valori percentuali (quota_ul_ict) aiutano invece a ridimensionare il peso dei valori assoluti: i risultati confermano il ruolo centrale della città di Ivrea, fanno emergere dall’anonimato alcune realtà importanti sul territorio quali i comuni di Colleretto Giacosa e Scarmagnoe ridimensionano il peso di Caluso, le cui 49 unità locali ICT rappresentano il 4,9% circa del panorama produttivo comunale. La Figura 10 da infine una panoramica sulla tipologia di imprese ICT. Il grafico ad anello mostra che il 65% delle imprese ICT del Sistema Locale del Lavoro di Ivrea opera nei Servizi intangibili, un minor peso hanno invece le categorie Ateco ICT del Manifatturiero (17.19%), della Distribuzione e Commercio (10.16%) e dell’Industria dei Contenuti (7.77%).


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1) Si tratta in realtà di unità locali ma i due termini verranno usati nel report come sinonimi.

2) Tutte le elaborazioni hanno come base dati l’Anagrafe delle Attività Economico e Produttive (AAEP)

3) Le imprese ICT sono state selezionate filtrando per codice Ateco. La Tabella 1 in Appendice riporta nel dettaglio le imprese considerate ICT. 

4) L’indicatore Fixed Coverage presenta per il VCO un valore di 0,46 che si presenta come il più basso a livello regionale (per la Regione Piemonte si ha un valore dell’indice di copertura di 0,63). Fonte: elaborazione osservatorio ICT 2019 su dati AGCOM.

5) Per maggiori informazioni consultare i valori provinciali, comunali e per SLL assunti dall’indice di copertura da rete fissa e mobile calcolato dall’osservatorio ICT. Fonte: elaborazione osservatorio ICT 2019 su dati AGCOM.

6) Ricordiamo che la quota regionale di imprese ICT sul totale risulta essere del 3,86% al 2019. Il dato disaggregato per comune non contiene lo stesso numero di unità locali ICT, risultano essere in questo caso 19.979 rispetto alle 20.503 rilevate dai dati aggregati.

 

 

 

7) I valori percentuali possono essere influenzati dalla ridotta dimensione comunale e dal limitato numero di attività presenti, dove anche una sola UL operante nel settore dell’ICT può generare risultati percentuali a doppia cifra.

 


 

DESI Index 2018: digitalizzazione del settore produttivo piemontese

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda invece la digitalizzazione del settore produttivo, il dato piemontese non si discosta nella media troppo dai valori italiani ed Europei, ma nel dettaglio delle varie dimensioni oggetto di osservazione, si notano punti di forza nel panorama nazionale: il Piemonte vende on-line più della media italiana, ma poco meno della metà di quanto accade in Europa, con valori di export significativi. Il dato relativo alle fatturazioni elettroniche si mostra invece inferiore alla media nazionale, ma sicuramente il tessuto produttivo Piemontese, ricco di piccole imprese, ha caratteristiche differenti da altre regioni italiane, anche nell’orientamento al mercato.

Il country report sull’Italia della Commissione Europea (1) evidenzia come l'Italia sia retrocessa dal 19º al 20º posto in classifica, in quanto altri paesi hanno registrato un'evoluzione più rapida. Le imprese italiane si collocano al di sopra della media (con relativo avanzamento in classifica) per quanto riguarda l'utilizzo di soluzioni di eBusiness come scambio di informazioni elettroniche e RFID. Sul fronte dell'e-commerce, tuttavia, il quadro si presenta contraddittorio: a un incremento della percentuale di PMI che si dedicano ad attività di vendita online, anche a livello transnazionale, fa infatti da contrappeso una flessione delle vendite elettroniche.


Figura 8. Digital Index OICT 2018 - Confronto Piemonte/Italia/Media EU della dimensione relativa a digitalizzazione del settore produttivo



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(1) https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/desi

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