Osservatorio ICT Piemonte

IT EN
Lunedì 19 Marzo 2012 15:29

Altri studi

Digital Agenda: inquadramento normativo e documentale

Modelli di Business nel Riuso dell'Informazione Pubblica

IT assimilation in small and medium-sized enterprises

L'innovazione sul territorio della Regione Piemonte: stato dell'arte e proposte

Proposta di ricodifica ICT secondo Ateco 2007

Progetto Polis Piemonte - Rete delle strutture informative al servizio del cittadino

TALEA: le ICT per le micro-imprese

AtoB - Administration to Business - Servizi on line per le imprese

Portale Acquisti della Regione Piemonte E-procurement

Una rete per il piccolo commercio locale

Realizzazione del progetto Dimostratore nel territorio della Comunità Montana Valli Orco e Soana

Progetto Dedalo - Prenotazione decentrata tramite rete telematica dei servizi erogati dalla Questura di Asti agli stranieri

Progetto Dante - Domani Anziani oggi Nuove Tecnologie

PRAI PIEMONTE - Dai distretti industriali ai distretti digitali

Cossato si progetta - Partecipazione e condivisione della tecnologia

Note per una metodologia di classificazione e studio delle buone prassi nell’ambito della Società dell'Informazione

Verso la costruzione di Buone Pratiche

Reti telematiche e reti sociali. Una riflessione per la crescita di forme di auto-organizzazione della società - Mariella Berra - Università degli studi di Torino

Tecnologie Wireless e diffusione della Banda Larga: il caso del Piemonte

Le opportunità della banda larga per fronteggiare la marginalità dei territori: il caso del VOS

Info-mobility e propensione al telelavoro: un'analisi esplorativa per il piemonte

Il settore ICT in Piemonte

Espansione e internazionalizzazione del settore ICT in Piemonte: sintesi dei principali risultati ottenuti tramite simulazioni basate su agenti - Riccardo Boero - Ires Piemonte

Dinamiche espansive del settore ICT in Piemonte: alcune analisi esplorative tramite simulazioni basate su agenti - Riccardo Boero - Ires Piemonte

CSI-CSP-CRC. La PA accessibile. Progettare servizi web per tutti i cittadini

Internet e Turismo in Piemonte

Un esempio di applicazione di un metodo di analisi ispirato alla complessità

Mercury SrL, CSI-Piemonte, Regione Piemonte: Internet e Turismo in Piemonte 2005

Rapporto sulla società dell'informazione in Piemonte - 2004

Rapporto sulla società dell’informazione in Piemonte - 2003


Pubblicato in Studi dell'Osservatorio
Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Indicatore sostenibilità

Indice di sostenibilità dei comuni piemontesi


L’indice di sostenibilità è un indice multidimensionale sperimentale, finalizzato all’analisi delle potenzialità locali di sviluppo sostenibile.

La metodologia di calcolo si è basata sul lavoro svolo da Forum PA “ICityRate- rapporto annuale 2018” mutuandone ove possibile la metodologia e tentando per la prima volta l’applicazione a livello di tutti i Comuni del Piemonte. I risultati non sono pertanto comparabili con quelli del Rapporto di Forum PA, in quanto i valori delle variabili mutano a seconda della composizione degli Enti rilevati. L’indice di sintesi è una indicazione di massima utile unicamente considerando il territorio piemontese nel suo complesso.

L’indice considera 15 dimensioni della vita locale, 105 indicatori, 45 dei quali a livello comunale,17 a livello di Comune capoluogo, 3 ai Sistemi locali del lavoro, 28 variabili a scala provinciale, 12 a scala regionale., derivandone 15 indici di ambito e 1 indice di sintesi per 1202 Comuni piemontesi (anno base:2017). Per ogni dimensione è stato elaborato un indice di replicabilità (rep.) in contesti diversi (legato alla reperibilità/disponibilità dei dati di dettaglio).


L’indice di sostenibilità riassume il dato di 14 dei 15 indici di dimensione. Per ragioni legate al calcolo finale, non è stato preso in considerazione l’indice “Verde Urbano”, che risulta scarsamente valorizzato a livello comunale e condizionante i risultati finali. Il podio è tutto in provincia di Torino, in cui ricadono i tre Comuni nel complesso più performanti.Indice di sostenibilità a livello comunale, e media indice di sostenibilità per provincia, 2018. Elaborazione Osservatorio Digitale della Regione Piemonte.
 

Indice di sostenibilità a livello comunale, e media indice di sostenibilità per provincia, 2018. Elaborazione Osservatorio Digitale della Regione Piemonte.


L’indice sintetizza la capacità dei Comuni di utilizzare e mettere “a sistema” le proprie risorse per traguardare lo sviluppo sostenibile del territorio. 




Le dimensioni dell'indice di sostenibilità

 

1) Indice Innovazione e Ricerca

L’indice si basa su 7 indicatori con diversi livelli di dettaglio: diffusione innovazione produttiva (livello regionale), e-commerce (livello regionale); Imprese ad alta conoscenza (livello comunale); Start Up (livello comunale),Fablab (livello comunale), Coworking (livello comunale), Servizi innovativi (livello regionale).

 

 

Indice di Innovazione e ricerca a livello comunale, e media indice per provincia, 2018.

L’indice rappresenta la capacità del mondo imprenditoriale di mettere a frutto le proprie capacità innovative in ottica di sviluppo di business. Sul fronte dell’Innovazione e ricerca, in media sono più performanti i territori comunali delle province di Biella, Cuneo e Torino.

In particolare, i comuni del torinese emergono per la densità di imprese ad alta conoscenza e start up, mentre il cuneese e il biellese offrono maggiori spazi per la collaborazione tra imprese.

 

N. Start up ogni 10.000 imprese per provincia, 2018. 


2) Indice trasformazione digitale

L’indice si basa su 8 indicatori: Open data (livello comunale), PA Social (livello comunale), Servizi on line (livello comunale),Wi-Fi pubblico (livello comunale), App municipali (solo per i Comuni capoluogo), Diffusione Home banking (livello provinciale), accesso a banda larga (livello comunale), indice sintetico di adeguamento digitale (livello comunale). 
 

 

Indice di trasformazione digitale a livello comunale e media per provincia, 2018


L’indice espone la capacità delle pubbliche amministrazioni di perseguire gli obiettivi di trasformazione digitale poste dall’agenda nazionale.

L’indice espone un netto avanzamento nella trasformazione digitale dei Comuni della provincia di Torino, rispetto al resto del territorio. Anche in questo caso il podio è di piccoli e medi Comuni del torinese, che emergono anche per la pubblicazione di Open data, mentre il territorio cuneese si distingue per la disponibilità del servizio di hot spot wi-fi pubblico. Per quanto riguarda il livello medio di interattività dei servizi on line, il primato è nuovamente del territorio del torinese seguito dall’alessandrino.
 



 

3) Indice Sostenibilità economica

Uno degli indici più importanti per quanto riguarda il contesto in cui si attiva lo sviluppo. Si basa su 6 indicatori: valore aggiunto pro capite (livello provinciale), reddito IRPEF medio (livello comunale), imprenditorialità (livello comunale), disponibilità del credito (livello comunale), consolidamento produttivo (livello comunale), internazionalizzazione (livello provinciale)

 

 

 

Indice di solidità economica a livello comunale, e media indice per provincia, 2018.

 

In questa dimensione mediamente primeggiano i territori di Cuneo e Novara; la dimensione di sintesi trova conferma nel dato relativo alla produzione di valore aggiunto, mentre il territorio della provincia di Cuneo, insieme a Torino, è anche quello dove gli impieghi hanno una quota più rilevante rispetto alle somme depositate nei conti correnti.




Smart Index



Territori intelligenti e resilienti, quindi innovazione, sostenibilità, pianificazione, governance e partecipazione sono alcuni degli elementi chiave su cui si gioca la trasformazione dei territori e la riuscita di nuovi modelli di sviluppo, in primis a livello europeo ed a seguire a livello nazionale e sub nazionale.

La trasformazione dei territori, in termini di digitalizzazione, efficienza e sostenibilità può essere anche osservata attraverso alcuni indici di sintesi capaci di riassumere, su alcuni assi fondamentali, il posizionamento di un territorio lungo il proprio cammino evolutivo. Indici che si pongono l’obiettivo di cogliere la “sostanza” del fenomeno (la diminuzione dell’inquinamento, una nuova visione dei trasporto, la ricerca dell’equilibrio tra produzione e consumo di energia elettrica,…), senza per questo perdere di vista i fattori che innescano virtuosità nei fenomeni (l’ICT come costante prerequisito e lo sviluppo di tecnologie abilitanti ai vari assi, la sensibilizzazione della popolazione, della Pubblica Amministrazione, del mondo produttivo), ben consapevoli che parlare di “Smart Energy”, “Smart Envornomnent”, “Smart Mobility” comporta necessariamente l’analisi di sistemi complessi, e la traduzione di questi in semplici numeri.

In tale sforzo di semplificazione e traduzione, l’Osservatorio ICT ha elaborato quindi 3 indici riassuntivi (1), focalizzati, in coerenza con i principi di Europa 2020, sui seguenti temi:

  • Smart Environment: per un’analisi del posizionamento dei territori regionali nell’ambito ambientale, in un trend che si vuole immaginare positivo, per cui valori più alti di “intelligenza ambientale” sono associati a migliori performances in tutti quegli indicatori (la qualità delle acque e dell’aria nonché la raccolta differenziata dei rifiuti) che sono stati individuati come significativi, in positivo od in negativo, sul fenomeno;
  • Smart Mobility: per un’analisi del posizionamento dei territori ambientali in tema di mobilità, tramite l’analisi dei principali indicatori relativi al trasporto ferroviario ed al trasporto pubblico locale. Anche in questo caso l’analisi degli indicatori intende a costruire un indice di performance in cui si assume che l’obiettivo ultimo della regione con un alto indice di “mobilità intelligente” sia un largo uso dei trasporti su ferro e su gomma, per passeggeri e merci, un elevato grado di soddisfazione dei passeggeri, ed una diminuzione delle immissioni inquinanti in atmosfera derivate da agenti legati alla mobilità.
  • Smart Energy: per un’analisi del posizionamento dei territori ambientali in tema di energia, prendendo in considerazione la conversione verso le energie rinnovabili ed i consumi dei vari settori produttivi e non produttivi che insistono sul territorio. Anche in questo caso l’“intelligenza nell’ambito energetico” per le Regioni significa alti livelli di produzione di energia da fonti rinnovabili e bassi consumi.

 

A questo si aggiunge un quarto indice, Smart Cities Index, volto a misurare la comunità regionale intesa come aggregato dei livelli di “smartness” dei propri comuni capoluogo.

Dall’analisi dei risultati, la differenza tra le diverse regioni risulta significativa, così come risulta differire anche lo stesso posizionamento del Piemonte rispetto alle 3 aree di analisi. Per tutti gli indici il Piemonte si pone però al di sopra della media nazionale.

 



Smart Environment Index: una sfida per il territorio regionale


Se si analizzano i risultati dell’indicatore sintetico relativo all’ambiente, il Piemonte, con un punteggio di 0,46, si dimostra, seppur con un indice superiore alla media nazionale, come una regione con luci ed ombre nel settore ambientale. Infatti, se da un lato gli indicatori relativi alla raccolta differenziata ed alla qualità delle acque mostrano buoni risultati, dall’altro i dati relativi alla qualità dell’aria lasciano ancora ampi margini di miglioramento.
 

Smart Mobility Index: per il Piemonte spazi di miglioramento

L’indicatore sintetico relativo alla mobilità mostra un Piemonte in settima posizione, in una graduatoria che vede primeggiare regioni connotate da caratteristiche eterogenee. Rispetto agli indicatori che compongono l’indice, il Piemonte mostra buoni risultati nel “volume” di passeggeri residenti che utilizzano servizi di trasporto pubblico, e nel complesso un valore superiore alla media nel gradimento di questi servizi.
 

Smart Energy Index: il Piemonte in buona posizione

L’indice relativo all’energia vede il Piemonte in seconda posizione a livello nazionale, in un indice costituito in buona parte da dati relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, da bioenergie, da cogenerazione, contro pesati dai consumi di energia elettrica dai vari settori produttivi, in cui il Piemonte mostra buone performances.

Smart Cities Index

Su una popolazione totale (2) piemontese di 4.404.246 abitanti, quasi un terzo risiede negli 8 comuni capoluogo: un indicatore in grado di sintetizzare a livello regionale la dimensione “smart city” del complesso dei comuni capoluogo regionale è quindi quanto mai significativo.

A tal fine è stato costruito ed elaborato un indicatore sintetico di “smart cities” a livello regionale, partendo dai vari punteggi di smartness ottenuti dai vari comuni capoluogo all’interno dello Smart City Index 2016 (3).

L’indice relativo al Piemonte è pertanto di 0.75 (a fronte dello 0.73 del 2014), a fronte di una media nazionale di “smartness” dei comuni capoluogo di 0,50.


 

 

 



(1) Per la costruzione degli Indici sono stati utilizzati i principali indicatori ISTAT relativi al monitoraggio delle politiche di sviluppo per i temi di interesse, all’ultimo anno disponibile (2014), nonché i risultati del rapporto Smart City Index 2016, EY. Per il dettaglio degli indicatori e la metodologia di calcolo si esamini il relativo documento.
(2) Popolazione residente 2015, fonte PISTA Piemonte Statistica, Regione Piemonte
(3) Si veda il punteggio di Smartness dei comuni capoluogo italiani, pubblicati da EY, Rapporto Smart City Index 2016 http://www.ey.com/Publication/vwLUAssetsPI/EY-smart-city-index-2016/$FILE/2016-EY-smart-city-index.pdf
Pubblicato in Canali
Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Pubblica Amministrazione

ICT nella PA piemontese: il quadro al 2018


Di cosa si tratta? La “Rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche amministrazioni” (indagine ICT nella PA) analizza la diffusione e il grado di utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni locali (PAL). Il questionario 2018 è suddiviso in sei sezioni riguardanti: informazioni strutturali e organizzative dell'ente, dotazioni tecnologiche e utilizzo di reti e connessioni, informatizzazione delle attività, utilizzo di servizi telematici per l'acquisto di beni e servizi, utilizzo di open data e riuso del software, livello di disponibilità dei servizi offerti sul sito web, introduzione di innovazioni tecnologiche avanzate e fattori che hanno inciso sul processo di trasformazione digitale dell'Amministrazione.

Chi ha coinvolto? Le pubbliche amministrazioni locali piemontesi, nello specifico: Comuni e Unioni montane di Comuni, Comunità montane, Province e Regione Piemonte. Sono stati intervistati 1273 enti e il tasso di risposta è stato del 93.5%.

Cosa emerge? continua a leggere per scoprire i risultati principali dell’indagine, oppure scarica l'intero report cliccando qui.

I fattori abilitanti: capitale umano e dotazioni ICT

Capitale umano e dotazioni fisiche sono gli ingredienti più importanti per ottenere servizi digitali di qualità da parte della Pubblica amministrazione. Guardiamo più nel dettaglio cosa succede sul territorio piemontese.

Più formazione ICT in Regione Piemonte che nelle altre PAL piemontesi.
La quota di dipendenti in servizio presso le PAL piemontesi che svolgono prevalentemente attività relative all’informatica e alle tecnologie dell’ICT è pari 2.33%. 

Nel 2018 quasi il 10% dei dipendenti delle PAL piemontesi hanno partecipato a formazione ICT, ma gran parte di questi sono da attribuire all'ente Regione Piemonte (non considerata in tabella). Il resto delle PAL piemontesi mostra invece una quota di partecipanti del 4.31%. Solo le PAL vercellesi raggiungono una quota di partecipanti a formazione ICT che supera il 10%, mentre questa si abbassa drasticamente in quelle province in cui la quota di personale che svolge attività incentrate sull’ICT è maggiore (Biella, Verbania ed Asti). Nella mappa, in giallo, sono riportate le amministrazioni comunali che hanno dichiarato la presenza di almeno un dipendente che abbia partecipato ad attività formative in materia di tecnologie ICT. Si nota una concentrazione delle attività formative nei comuni più importanti e popolosi, mentre sono coinvolti solo una manciata di comuni dell’arco alpino, perlopiù limitrofi.
 

Connessione ad Internet lenta: meno del 7% delle PAL con fibra ottica.
Le tipologie di connessione ad Internet più frequenti delle amministrazioni piemontesi sono la fissa DSL e Radio: entrambe sono presenti in oltre il 50% delle amministrazioni intervistate. Ben più rare invece le connessioni tramite fibra ottica: del tutto assenti in provincia di Asti, solo in provincia di Torino si rinviene una quota di amministrazioni connesse tramite fibra superiore al 10%. In generale si nota una concentrazione delle connessioni tramite fibra ottica nei comuni più popolosi ed importanti, ossia i capoluoghi di provincia e le aree urbane limitrofe. 
 




Nella tabella sotto, le amministrazioni connesse sono suddivise per fasce di velocità di download offerta contrattualmente dal fornitore. Si nota una forte maggioranza di amministrazioni connesse ad una velocità inferiore ai 30 Mbit/s: sono quasi l’80% delle PAL. Nella mappa, in scala di rosso decrescente, sono rappresentate quelle amministrazioni comunali che non raggiungono una connessione a 30 Mbit/s, in scala di blu crescente, invece, i comuni che sono connessi ad oltre 30 Mbit/s. Si nota un mosaico variegato, con una generale lentezza di connessione alla rete Internet che non risparmia nemmeno i comuni di pianura.

La digitalizzazione interna della PA

Qual è lo stato della digitalizzazione di procedure e applicativi interni alla PA? di seguito un focus sull'informatizzazione delle attività delle PAL, sull'utilizzo dei servizi di cloud computing e sul ricorso all'e-procurement.


 

Attività delle PA sempre più informatizzate, ma il cloud fatica a prendere piede.
Rispetto alle 16 attività proposte all’interno del questionario, le amministrazioni piemontesi non adottano alcun tipo di informatizzazione nell’8% dei casi (oltre il 10% nella sola provincia di Asti). Quando le attività sono informatizzate, solitamente è previsto l’utilizzo di applicazioni specifiche e di database con la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di procedure, strumenti tecnologici e basi dati (in tutte le province si osserva un valore medio che supera il 50%, nel caso delle province di Torino, Novara e Biella questo supera il 60%). Meno diffuse sono invece le soluzioni di informatizzazione in locale e di informatizzazione con l’utilizzo di applicazioni comuni quali quelle di office automation.

Si è rilevato un timido ricorso ai servizi di cloud computing (mediamente usato dal 28% degli enti intervistati), che si fa più deciso nelle province di Novara e di Torino dove supera rispettivamente il 35% e il 39%. I risultati differiscono se si guarda alle amministrazioni più importanti: oltre l’83% dei comuni con più di 25.000 abitanti dichiara di utilizzare il cloud computing. Questo, verosimilmente, perché molti servizi Cloud richiedono una connessione ad Internet veloce, che è prerogativa dei comuni più popolosi (vedi distribuzione fibra ottica).
Sono state 905 (pari al 76.1% del totale) le amministrazioni locali piemontesi che hanno dichiarato di aver acquistato beni e servizi attraverso strumenti di e-Procurement. Anche qui il fenomeno è fortemente influenzato dalla dimensione dell’ente: siamo al 60% per i comuni sotto i 500 abitanti, mentre tutte le città piemontesi con oltre 25.000 abitanti hanno utilizzato strumenti di e-procurement. 
 

I prodotti e i servizi digitali della PA

Alta interattività dei servizi online? Uno su quattro.
Nella mappa che segue un indicatore che misura la quota di servizi che mostra un livello di disponibilità online alto, rappresentato in scala di blu crescenti. Si nota un basso livello di interattività generalizzato in tutte le province: un comune piemontese riesce mediamente a garantire un alto livello di interattività solo per un quarto dei servizi di sua competenza e forniti online. La situazione è uniforme in tutte le province e, anche guardando alla variabile demografica, non si riesce a identificare un trend chiaro (solo i comuni con oltre 25.000 abitanti si distinguono con un 50% di servizi forniti con alto livello di disponibilità online). I livelli di interattività dei servizi sono mediamente più bassi nelle vallate alpine, con la Val Susa unica eccezione.
Tra i servizi forniti ad un livello di interattività più alto rientrano quelli legati all’edilizia e alle attività produttive.



 
Meglio i free wi-fi degli open data.
Dalla prima mappa si evidenzia che quello dei free wi-fi è un servizio diffuso sul territorio regionale (in totale si contano 1705 unità), specialmente nei comuni dell’arco alpino dove gli hotspot vengono forse visti come un mezzo per supplire ai bassi livelli di connettività della rete mobile e per permettere ai turisti di navigare senza costi.
Meno diffusa sul territorio regionale sembra invece la cultura degli open data. La provincia più virtuosa risulta essere Asti, dove oltre il 40% degli enti rispondenti rende disponibili open data, a seguire Cuneo e Torino. L’ottimo risultato della provincia di Asti può essere in parte attribuito all’iniziativa della Provincia, che ha creato un portale per la pubblicazione dei dati open da parte dei Comuni e che si pone come offerta aggiuntiva rispetto al portale regionale. La mappa sottolinea poi una marcata differenza di adesione alle campagne sull’open data tra comuni di pianura e comuni di montagna.



 

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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Imprese

Integrazione delle tecnologie digitali: l'economia digitale in Piemonte

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei, prendendo in considerazione 5 dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

 

La metodologia di calcolo del DESI Index, elaborata dalla Commissione Europea per un’analisi ed un benchmark a livello di stati nazione, è stata adattata dall’Osservatorio a livello regionale, tramite un complesso lavoro di reperimento della base dati. È stato così possibile ricostruire una parte degli indicatori a livello regionale, ottenendo un dettaglio del posizionamento del Piemonte rispetto al dato italiano e a quello degli altri paesi europei e, laddove possibile, rispetto alle altre regioni italiane. Per maggiori dettagli rispetto alla base dati e alle fonti consulta la nota metodologica per l’anno 2019

Figura 1: Mappa coropletica dell’Unione Europea e del Piemonte, colorata gradazioni di verde per livelli crescenti dell’indicatore di “Integrazione dei servizi digitali” del DESI 2019.
 

Dalla mappa della dimensione “Integrazione delle tecnologie digitali” si nota un’Europa variegata, in cui le economie del Nord trainano le restanti regioni meno digitalizzate. Il Piemonte riesce a ottenere un punteggio maggiore della propria media nazionale, ma questo distacco è minimo e lo mantiene comunque distante dalla media europea.
Come per il “Capitale Umano”, anche per le aziende saranno necessarie manovre e interventi per non rimanere indietro dal passo UE. Non è solo un problema piemontese, ma nazionale e in parte europeo. Fornire carburante alla digitalizzazione delle imprese è fondamentale per sopravvivere alla nuova economia mondiale. 

Digitalizzazione del business: il 7% delle aziende piemontesi analizza Big Data



Figura 2: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “4a Digitalizzazione del business” per le nazioni europee e il Piemonte (evidenziato). I punteggi sono pesati secondo la metodologia del Desi Index

A livello europeo, le aziende europee hanno un buon punteggio per la sottodimensione “Digitalizzazione del business”, piazzandosi tra Malta e Spagna (Figura 2). La performance media italiana, invece, si colloca nelle retrovie, tra la Slovenia e la Slovacchia. Il Piemonte ha valori superiori alla media per quando riguarda lo scambio di informazioni elettroniche e l’utilizzo dei social media. Le performance sono invece più basse per analisi dei big data e utilizzo di infrastrutture cloud.


 

Figura 3: infografica rappresentate le percentuali di aziende piemontesi che utilizzano le tecnologie della sottodimensione “4a”

Analizzando l’indicatore nei dettagli, in Piemonte quasi la metà delle aziende utilizza attivamente social network e scambia informazioni elettroniche. La tecnologia cloud è abbastanza diffusa (21.55%) e una fetta discreta delle aziende analizza big data (7.08%). 


E-Commerce: il 7% del fatturato delle aziende piemontesi deriva dalle vendite online


Figura 4: grafico a barre con i valori degli indicatori pesati della sottodimensione “4b e-Commerce” per il Piemonte e per le nazioni dell’Unione Europea. 

La sottodimensioni e-commerce valuta la digitalizzazione dell’azienda in termini economici, dalle attività online al fatturato, fino alle vendite internazionali effettuate grazie a piattaforme web. Il Piemonte ottiene un punteggio in linea con la media italiana, ma al di sotto di quella europea. In particolare, la media dell’Eurozona è alzata da nazioni come l’Irlanda, in cui i colossi del web investono molte risorse.  
 


Figura 5: Aziende piemontesi che effettuano vendite online e relativa percentuale di fatturato sul totale

In Piemonte l’11.57% delle imprese dichiara di vendere beni e servizi online. Queste vendite coprono il 7.08% del fatturato totale. 



ICT in Piemonte: un comparto in crescita che sfiora il 4% del totale delle imprese piemontesi al 2019

Il numero totale di imprese1 in Piemonte ha subito una leggera flessione nel periodo preso in considerazione, passando dalle 543.076 unità locali attive nell’anno 2012 alle 531.666 attive del 2019.2 Il comparto ICT3 si mostra in leggera controtendenza rispetto al trend generale, con un aumento di 1.023 unità locali negli anni 2012-2019, pari ad una crescita del 5,25%. Il numero di UL afferenti al comparto ICT nel 2019 risulta essere di 20.503 unità, corrispondente al 3,86% del numero totale di imprese piemontesi. Come si può notare in Figura 1 la provincia in cui si concentra la quasi totalità delle imprese ICT è Torino: sono 12.999 nel 2019. Le province di Cuneo, Alessandria e Novara si posizionano subito dietro con oltre 1.500 imprese ICT attive sul proprio territorio.

Figura 1: descrittive sulle imprese del comparto ICT per la Regione Piemonte per gli anni dal 2012 al 2019. Numero di imprese attive del settore ICT sul totale delle imprese nel grafico misuratore, con dettaglio provinciale nel grafico a barre. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 

Rispetto alle categorie Ateco ICT, la Figura 2 mostra come – per tutto il periodo temporale considerato – il settore più rappresentativo del comparto ICT sia quello dei Servizi Intangibili, che supera a livello regionale le 14.000 unità nel 2019. Questo settore comprende, ad esempio, tutte le imprese che operano nell’ambito delle telecomunicazioni, della consulenza in ambito informatico e dell’elaborazione dati, della riparazione di computer ed apparecchiature elettroniche. Interessante anche notare come il numero di imprese nel settore Distribuzione e Commercio rimanga stabile nel tempo, superato dal 2014 dall’Industria dei Contenuti, che da ultimo aggiornamento conta 2.593 unità.


Figura 2: grafico ad aree con l’evoluzione del numero di imprese attive scomposto per categorie di Ateco ICT, Regione Piemonte periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Per analizzare più nel dettaglio il fenomeno sono stati utilizzati tre indicatori Istat di demografia d’impresa:

1) Tasso di natalità delle imprese: rapporto tra imprese nate all'anno t e le imprese attive dello stesso anno (percentuale)
2) Tasso di mortalità delle imprese: rapporto tra imprese cessate all'anno t e le imprese attive dello stesso anno (percentuale)
3) Tasso netto di turnover delle imprese: differenza tra il tasso di natalità e di mortalità delle imprese (percentuale).

Bilancio demografico positivo per le imprese ICT, trainate dalle imprese dei Servizi Intangibili che crescono dell’8% circa in 8 anni

L’evoluzione del tasso netto di turnover delle imprese e delle imprese ICT in Piemonte tra il 2012 e il 2019, rappresentato in Figura 3, mostra un trend demografico quasi sempre positivo per le imprese ICT (tranne per l’anno 2013 in cui le cessazioni hanno raggiunto le 1.528 unità) e generalmente superiore a quello del totale delle imprese (con la sola eccezione dell’anno 2017 in cui il numero di imprese ICT nate ha raggiunto il valore minimo dell’intero periodo preso in considerazione, fermandosi a 1.356 unità).


Figura 3: tasso netto di turnover delle imprese e delle imprese ICT per la Regione Piemonte per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Figura 4: tasso netto di turnover delle imprese ICT Piemonte scomposto per categorie di Ateco ICT per la Regione Piemonte per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Dando un’occhiata più da vicino alle sole imprese del comparto ICT, in
Figura 4, solo i Servizi Intangibili e l’Industria dei Contenuti presentano tassi netti di variazione positivi, laddove invece per il settore Manifatturiero e quello della Distribuzione e Commercio i tassi netti di turnover sono mediamente al di sotto dello zero.

I tassi appena descritti sono frutto di specificità locali. Le caratteristiche socio-economiche del variegato mosaico territoriale piemontese giocano un ruolo chiave nel creare – o meno – un sub-strato favorevole alla nascita e persistenza delle imprese del settore digitale. Un focus di analisi a livello comunale – opportunamente ricondotta ad una dimensione di studio più esplicativa quale i Sistemi Locali del Lavoro -  potrebbe far emergere interessanti informazioni sulla presenza di eventuali “distretti digitali” piemontesi. In questa prima fase si pone la lente di ingrandimento sui dati disaggregati a livello provinciale.


ICT nelle province: guidano le aree urbane con Torino capofila per quota di imprese ICT (4,8%), chiudono le province “verdi” di Cuneo e Asti (2,4%) 


Figura 5: tasso netto di turnover delle imprese nelle province piemontesi per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Un rapido confronto degli andamenti dei tassi netti di turnover riportati in
Figura 5 e in Figura 6 fa emergere alcuni aspetti interessanti, evidenziando la diversa specializzazione delle varie province nel settore ICT. La provincia di Biella vede un trend di generale decrescita del numero di imprese dal 2012 ad oggi, con un tasso di turnover delle imprese costantemente sotto lo zero, ma volgendo lo sguardo alla situazione delle imprese ICT si nota una situazione meno negativa, con un turnover che oscilla tra valori positivi e negativi. Dal 2012 ad oggi il colosso del tessile ha perso complessivamente il 5% delle proprie unità locali, ma quelle del comparto ICT rimangono praticamente invariate nel tempo: le 699 imprese ICT biellesi rappresentano il 3.25% del totale delle imprese provinciali. Un mix dato dalla generosa dotazione di risorse naturali facilmente sfruttabile a fini turistici, combinato al più basso tasso di copertura da rete fissa provinciale a livello piemontese,potrebbe invece fornire una spiegazione plausibile alla bassa incidenza del settore digitale sul territorio del VCO. Questa è la provincia con meno imprese ICT in assoluto: 475, che pesano per il 2,84% del totale provinciale.


Figura 6: tasso netto di turnover delle imprese ICT nelle province piemontesi per il periodo 2012-2019. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive


Il rapporto più basso tra imprese attive ICT sul totale è quello delle province di Cuneo ed Asti, dove queste rappresentano appena il 2,4% del totale. Più alta è invece la quota di imprese digitali per le province di Torino (4,8%) e Novara (4%), che sono anche le province che vedono una maggiore capillarità della rete Broad-Band, Fast e Ultrafast sul territorio provinciale (grazie soprattutto alle grandi aree urbane ben connesse).


Sono Torino, Cuneo, Novara ed Alessandria le province più specializzate nel settore dei Servizi Intangibili, con un trend demografico in costante aumento

La Figura 7 focalizza infine l’attenzione sulle componenti Ateco del comparto ICT, fornendo una panoramica provinciale dello stato di salute dei quattro aggregati di attività economiche analizzate. Guardare ai trend demografici d’impresa a livello provinciale risulta essere estremamente rischioso per i settori Distribuzione e Commercio, Industria dei Contenuti e Manifatturiero, dove – ad esclusione della provincia di Torino – il numero di unità locali presenti varia dalle poche decine alle due-trecento. Questo implica che anche un saldo positivo (o negativo) di poche UL può generare forti variazioni percentuali. Il ridotto numero di UL sul territorio è dato dalla forte settorializzazione delle attività produttive analizzate. Per i settori ICT Manifatturiero e Distribuzione e Commercio si tiene conto delle sole imprese impegnate nella fabbricazione e nel commercio all’ingrosso di computer ed apparecchiature elettroniche, mentre l’Industria dei Contenuti riguarda in generale i servizi di informazione (tra cui attività cinematografiche, editoriali ed agenzie stampa).

 

Più interessante è invece un commento sulle imprese che offrono Servizi Intangibili, che rappresentano la quota preponderante delle imprese ICT in Piemonte. La Figura 7 mostra un certo dualismo nell’andamento dei tassi netti di turnover delle imprese appartenenti al settore: un cluster di province – individuabili in Torino, Cuneo, Novara ed Alessandria – vede un trend pressoché in costante aumento. Queste sono anche le province con più imprese di Servizi intangibili - oltre 1000 unità - mentre nelle altre il loro numero è sensibilmente inferiore e mai superiore alle 500 unità. L’unica eccezione è rappresentata dalla provincia di Asti, dove il numero di imprese di Servizi intangibili è cresciuto negli ultimi anni, arrivando a 506 nel 2019.


Figura 7: tasso netto di turnover delle imprese ICT nelle province piemontesi per il periodo 2012-2018. Selezionate le imprese ICT del settore Distribuzione e Commercio, del Settore Industria dei Contenuti, del settore Manifatturiero, del settore Servizi Intangibili. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive.


Analisi comunale

I dati dell’Anagrafica delle Attività Economiche e Produttive al 2019 vengono infine disaggregati a livello comunale col fine di analizzare il comparto ICT nei singoli Sistemi Locali del Lavoro; l’obiettivo è quello di far emergere possibili fenomeni di specializzazione circoscritti a cluster territoriali più ristretti rispetto all’aggregato provinciale.

Da una prima osservazione dei valori assoluti riportati in Figura 8 - con il numero di unità locali del comparto ICT aggregati per Sistema Locale del Lavoro - emerge l’egemonia del SLL di Torino, con quasi 11.000 imprese ICT che operano sul territorio. La fetta più importante di attività risulta essere localizzata nel comune di Torino (7.355) e nei comuni della prima cintura, con Rivoli, Moncalieri e Collegno nelle prime posizioni con oltre 250 unità locali ciascuna. Tra i Sistemi Locali del Lavoro più “digital” troviamo tutti quelli che gravitano attorno ai capoluoghi di provincia, con l’eccezione di Vercelli e Verbania che contano meno di 300 imprese ICT.

Nella parte alta della classifica troviamo però alcune interessanti eccezioni, quali ad esempio i Sistemi Locali del Lavoro di Ivrea e Borgomanero. In questi SLL i comuni capoluogo hanno un ruolo sicuramente centrale in termini di specializzazione nel comparto ICT, ruolo che condividono però con alcuni dei comuni satellite dimostrando una certa omogeneità nella diffusione sul territorio del digitale. Va fatto notare che i SLL appena citati si trovano all’interno delle province di Torino e Novara, quelle che registrano i più alti tassi di copertura da rete fissa e mobile a livello piemontese.5



Figura 8: unità locali che operano nel comparto ICT (valori assoluti), dettaglio comunale in mappa, aggregazione per Sistema Locale del Lavoro nel grafico a barre. In mappa sono rappresentati i comuni che hanno almeno una unità locale ICT all’interno dei propri confini comunali. Esclusi i capoluoghi di provincia. Nel grafico a barre orizzontali sono riportati i valori assoluti di unità locali ICT aggregate per SLL. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 2019.





Figura 9: unità locali che operano nel comparto ICT (valori relativi sul totale delle UL), dettaglio comunale in mappa e in tabella, aggregazione per Sistema Locale del Lavoro nel grafico a barre. In mappa sono rappresentati i comuni che hanno almeno una unità locale ICT all’interno dei propri confini comunali, la gradazione di blu rappresenta il minore (azzurro) o maggiore (blu scuro) peso del comparto ICT sul totale. In tabella è riportata la percentuale di unità locali ICT sul totale per comune, con informazioni relative all’altitudine del comune e alla popolazione rilevata al 1.1.2018. Nel grafico a barre orizzontali sono riportati i valori percentuali di unità locali ICT aggregati per SLL. Fonte: Elaborazione Osservatorio ICT su dati Anagrafe Attività Economico e Produttive 2019 e ISTAT.


La
Figura 9 aiuta a fare chiarezza rispetto all’intensità del fenomeno, attraverso la percentuale di unità locali ICT sul totale per ciascun Sistema Locale del Lavoro. Questa misura di peso relativo del comparto ICT fa emergere ancora una volta la specializzazione del SLL di Ivrea, che vede al 2019 una quota di imprese ICT sul totale pari al 6,1%.6 Questi risultati confermano la presenza sul territorio eporediese di una forte specializzazione nel settore, che trova fondamento nella pesante eredità Olivettiana - in termini di immagine del territorio verso l’esterno e di competenze diffuse nella forza lavoro - oltre che nella presenza di requisiti di base quali la dotazione di infrastruttura digitale. Laddove questi requisiti di base sono più deboli anche il livello di specializzazione locale nel comparto ICT risulta risentirne: basta dare un’occhiata ai comuni dell’arco alpino in Figura 9 per notare come il range di colori vari generalmente dal bianco (assenza di imprese ICT) alle tonalità più chiare di blu (bassa percentuale di imprese ICT sul totale), una dinamica che trova una interessante ed attesa correlazione con i livelli di copertura da rete fissa registrati dall’osservatorio ICT nell’anno 2019 per questi comuni.

 

Figura 10: cruscotto informativo per i singoli Sistemi Locali del Lavoro selezionati (SLL di Ivrea nell’esempio). In alto a destra sono riportati il numero di comuni e la popolazione presente nel SLL, con il numero di imprese attive e quello delle sole imprese del comparto ICT. In basso a destra la tabella riporta l’informazione comunale relativa alla percentuale di unità locali ICT sul totale, con informazioni relative all’altitudine del comune e alla popolazione rilevata al 1.1.2018. A sinistra informazioni relative alla scomposizione per categorie Ateco (grafico ad anello) delle imprese del comparto ICT che operano nel SLL selezionato.

La dashboard rappresentata in Figura 10 va infine a porre la lente di ingrandimento sui singoli Sistemi Locali del Lavoro, in questo caso quello di Ivrea. Il Sistema Locale del Lavoro di Ivrea risulta composto, al 2019, da 55 comuni che contano complessivamente poco più di 100.000 residenti. Sul territorio sono presenti 11.437 imprese, di cui 669 ICT. Nella tabella di dettaglio comunale sono riportati i comuni del SLL ordinati in modo decrescente sul numero di imprese ICT. I valori percentuali (quota_ul_ict) aiutano invece a ridimensionare il peso dei valori assoluti: i risultati confermano il ruolo centrale della città di Ivrea, fanno emergere dall’anonimato alcune realtà importanti sul territorio quali i comuni di Colleretto Giacosa e Scarmagnoe ridimensionano il peso di Caluso, le cui 49 unità locali ICT rappresentano il 4,9% circa del panorama produttivo comunale. La Figura 10 da infine una panoramica sulla tipologia di imprese ICT. Il grafico ad anello mostra che il 65% delle imprese ICT del Sistema Locale del Lavoro di Ivrea opera nei Servizi intangibili, un minor peso hanno invece le categorie Ateco ICT del Manifatturiero (17.19%), della Distribuzione e Commercio (10.16%) e dell’Industria dei Contenuti (7.77%).


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1) Si tratta in realtà di unità locali ma i due termini verranno usati nel report come sinonimi.

2) Tutte le elaborazioni hanno come base dati l’Anagrafe delle Attività Economico e Produttive (AAEP)

3) Le imprese ICT sono state selezionate filtrando per codice Ateco. La Tabella 1 in Appendice riporta nel dettaglio le imprese considerate ICT. 

4) L’indicatore Fixed Coverage presenta per il VCO un valore di 0,46 che si presenta come il più basso a livello regionale (per la Regione Piemonte si ha un valore dell’indice di copertura di 0,63). Fonte: elaborazione osservatorio ICT 2019 su dati AGCOM.

5) Per maggiori informazioni consultare i valori provinciali, comunali e per SLL assunti dall’indice di copertura da rete fissa e mobile calcolato dall’osservatorio ICT. Fonte: elaborazione osservatorio ICT 2019 su dati AGCOM.

6) Ricordiamo che la quota regionale di imprese ICT sul totale risulta essere del 3,86% al 2019. Il dato disaggregato per comune non contiene lo stesso numero di unità locali ICT, risultano essere in questo caso 19.979 rispetto alle 20.503 rilevate dai dati aggregati.

 

 

 

7) I valori percentuali possono essere influenzati dalla ridotta dimensione comunale e dal limitato numero di attività presenti, dove anche una sola UL operante nel settore dell’ICT può generare risultati percentuali a doppia cifra.

 


 

DESI Index 2018: digitalizzazione del settore produttivo piemontese

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda invece la digitalizzazione del settore produttivo, il dato piemontese non si discosta nella media troppo dai valori italiani ed Europei, ma nel dettaglio delle varie dimensioni oggetto di osservazione, si notano punti di forza nel panorama nazionale: il Piemonte vende on-line più della media italiana, ma poco meno della metà di quanto accade in Europa, con valori di export significativi. Il dato relativo alle fatturazioni elettroniche si mostra invece inferiore alla media nazionale, ma sicuramente il tessuto produttivo Piemontese, ricco di piccole imprese, ha caratteristiche differenti da altre regioni italiane, anche nell’orientamento al mercato.

Il country report sull’Italia della Commissione Europea (1) evidenzia come l'Italia sia retrocessa dal 19º al 20º posto in classifica, in quanto altri paesi hanno registrato un'evoluzione più rapida. Le imprese italiane si collocano al di sopra della media (con relativo avanzamento in classifica) per quanto riguarda l'utilizzo di soluzioni di eBusiness come scambio di informazioni elettroniche e RFID. Sul fronte dell'e-commerce, tuttavia, il quadro si presenta contraddittorio: a un incremento della percentuale di PMI che si dedicano ad attività di vendita online, anche a livello transnazionale, fa infatti da contrappeso una flessione delle vendite elettroniche.


Figura 8. Digital Index OICT 2018 - Confronto Piemonte/Italia/Media EU della dimensione relativa a digitalizzazione del settore produttivo



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(1) https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/desi

Pubblicato in Canali
Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Province

I servizi ICT dei Comuni Capoluogo Piemontesi


Con la ricognizione svolta dall'Osservatorio nel 2015 sui siti Web istituzionali dei sette Comuni capoluogo del Piemonte, escluso Torino (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbania, Vercelli), sono stati esaminati i livelli di interattività dei servizi offerti. In totale sono stati censiti 476 servizi nei 7 siti istituzionali degli Enti.

I risultati della rilevazione non sono molto confortanti dal punto di vista dello stato di digitalizzazione dei servizi. Prevale, infatti, il livello di interattività pari a  2 (72% dei servizi offerti), ossia i servizi coincidono per lo più con moduli scaricabili. Pochissimi servizi dispongono delle sole informazioni (16%) di fruizione. Poco meno dell’11% (10,81%) dei servizi, a livello regionale, presenta interattività piena.
Il livello di interattività 3 non è valorizzato: se il servizio è informatizzato, viene realizzata la gestione completa della procedura on line (1).


Figura 1- Percentuale dei servizi per livello di interattività, singolo Comune capoluogo e nel complesso, 2015.

 
I Comuni di Asti e Vercelli presentano il numero più alto di servizi con livello di interattività 4 e questi Comuni mostrano anche, insieme a Cuneo, il più alto tasso di interattività relativa, in termini cioè di percentuale di servizi della singola amministrazione con la massima interattività.

Se invece si analizza l’interattività dei servizi secondo le aree tematiche, è l’istruzione, seguita dalle attività produttive e dall’edilizia ad avere la più alta percentuale di servizi con piena interattività.

Tale risultato è certamente frutto della presenza di servizi per il pagamento della refezione scolastica e del trasporto scolastico, in gran parte gestiti da concessionari esterni che offrono un servizio di monitoraggio della fruizione e il pagamento on line mediante carta di credito. Gli sportelli unici per le attività produttive e per l’edilizia garantiscono il completamento delle procedura on line, anche se in alcuni casi il SUAP prevede la sola compilazione della pratica on line, comportando un livello di interattività pari a 2.
E’ elevato il numero di moduli destinato alle attività produttive, alle politiche sociali (bonus, assegni e benefici sociali) e ai servizi cimiteriali.


Figura 2- Numero di servizi  offerti dai Comuni Capoluogo, per area tematica e livello di interattività, 2015

 
Per quanto riguarda il rapporto tra utenza destinataria dei servizi e livello di interattività, risultano leggermente più interattivi i servizi ai cittadini rispetto a quelli rivolti alle imprese (10,53% dei servizi disponibili per i cittadini hanno livello di interattività pari a 4, mente per le imprese la percentuale è dell’8,82%).
È leggermente maggiore la disponibilità di modulistica scaricabile per le imprese (77% dei servizi disponibili per le imprese contro il 68% dei servizi erogati ai cittadini).


Figura 3- Percentuale di servizi offerti dai Comuni Capoluogo, per destinatario e livello di interattività, 2015
 

Per approfondire invece la situazione delle Province Piemontesi visita "Le Province piemontesi nella società dell'informazione"


(1) Nel caso del SUAP, è stato considerato livello 4 anche l’invio della pratica via PEC, ma solo se il sistema ne prevede l’invio automatico.


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