Osservatorio ICT Piemonte

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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Indicatore sostenibilità

Indice di sostenibilità dei comuni piemontesi


L’indice di sostenibilità è un indice multidimensionale sperimentale, finalizzato all’analisi delle potenzialità locali di sviluppo sostenibile.

La metodologia di calcolo si è basata sul lavoro svolo da Forum PA “ICityRate- rapporto annuale 2018” mutuandone ove possibile la metodologia e tentando per la prima volta l’applicazione a livello di tutti i Comuni del Piemonte. I risultati non sono pertanto comparabili con quelli del Rapporto di Forum PA, in quanto i valori delle variabili mutano a seconda della composizione degli Enti rilevati. L’indice di sintesi è una indicazione di massima utile unicamente considerando il territorio piemontese nel suo complesso.

L’indice considera 15 dimensioni della vita locale, 105 indicatori, 45 dei quali a livello comunale,17 a livello di Comune capoluogo, 3 ai Sistemi locali del lavoro, 28 variabili a scala provinciale, 12 a scala regionale., derivandone 15 indici di ambito e 1 indice di sintesi per 1202 Comuni piemontesi (anno base:2017). Per ogni dimensione è stato elaborato un indice di replicabilità (rep.) in contesti diversi (legato alla reperibilità/disponibilità dei dati di dettaglio).


L’indice di sostenibilità riassume il dato di 14 dei 15 indici di dimensione. Per ragioni legate al calcolo finale, non è stato preso in considerazione l’indice “Verde Urbano”, che risulta scarsamente valorizzato a livello comunale e condizionante i risultati finali. Il podio è tutto in provincia di Torino, in cui ricadono i tre Comuni nel complesso più performanti.Indice di sostenibilità a livello comunale, e media indice di sostenibilità per provincia, 2018. Elaborazione Osservatorio Digitale della Regione Piemonte.
 

Indice di sostenibilità a livello comunale, e media indice di sostenibilità per provincia, 2018. Elaborazione Osservatorio Digitale della Regione Piemonte.


L’indice sintetizza la capacità dei Comuni di utilizzare e mettere “a sistema” le proprie risorse per traguardare lo sviluppo sostenibile del territorio. 




Le dimensioni dell'indice di sostenibilità

 

1) Indice Innovazione e Ricerca

L’indice si basa su 7 indicatori con diversi livelli di dettaglio: diffusione innovazione produttiva (livello regionale), e-commerce (livello regionale); Imprese ad alta conoscenza (livello comunale); Start Up (livello comunale),Fablab (livello comunale), Coworking (livello comunale), Servizi innovativi (livello regionale).

 

 

Indice di Innovazione e ricerca a livello comunale, e media indice per provincia, 2018.

L’indice rappresenta la capacità del mondo imprenditoriale di mettere a frutto le proprie capacità innovative in ottica di sviluppo di business. Sul fronte dell’Innovazione e ricerca, in media sono più performanti i territori comunali delle province di Biella, Cuneo e Torino.

In particolare, i comuni del torinese emergono per la densità di imprese ad alta conoscenza e start up, mentre il cuneese e il biellese offrono maggiori spazi per la collaborazione tra imprese.

 

N. Start up ogni 10.000 imprese per provincia, 2018. 


2) Indice trasformazione digitale

L’indice si basa su 8 indicatori: Open data (livello comunale), PA Social (livello comunale), Servizi on line (livello comunale),Wi-Fi pubblico (livello comunale), App municipali (solo per i Comuni capoluogo), Diffusione Home banking (livello provinciale), accesso a banda larga (livello comunale), indice sintetico di adeguamento digitale (livello comunale). 
 

 

Indice di trasformazione digitale a livello comunale e media per provincia, 2018


L’indice espone la capacità delle pubbliche amministrazioni di perseguire gli obiettivi di trasformazione digitale poste dall’agenda nazionale.

L’indice espone un netto avanzamento nella trasformazione digitale dei Comuni della provincia di Torino, rispetto al resto del territorio. Anche in questo caso il podio è di piccoli e medi Comuni del torinese, che emergono anche per la pubblicazione di Open data, mentre il territorio cuneese si distingue per la disponibilità del servizio di hot spot wi-fi pubblico. Per quanto riguarda il livello medio di interattività dei servizi on line, il primato è nuovamente del territorio del torinese seguito dall’alessandrino.
 



 

3) Indice Sostenibilità economica

Uno degli indici più importanti per quanto riguarda il contesto in cui si attiva lo sviluppo. Si basa su 6 indicatori: valore aggiunto pro capite (livello provinciale), reddito IRPEF medio (livello comunale), imprenditorialità (livello comunale), disponibilità del credito (livello comunale), consolidamento produttivo (livello comunale), internazionalizzazione (livello provinciale)

 

 

 

Indice di solidità economica a livello comunale, e media indice per provincia, 2018.

 

In questa dimensione mediamente primeggiano i territori di Cuneo e Novara; la dimensione di sintesi trova conferma nel dato relativo alla produzione di valore aggiunto, mentre il territorio della provincia di Cuneo, insieme a Torino, è anche quello dove gli impieghi hanno una quota più rilevante rispetto alle somme depositate nei conti correnti.




Smart Index



Territori intelligenti e resilienti, quindi innovazione, sostenibilità, pianificazione, governance e partecipazione sono alcuni degli elementi chiave su cui si gioca la trasformazione dei territori e la riuscita di nuovi modelli di sviluppo, in primis a livello europeo ed a seguire a livello nazionale e sub nazionale.

La trasformazione dei territori, in termini di digitalizzazione, efficienza e sostenibilità può essere anche osservata attraverso alcuni indici di sintesi capaci di riassumere, su alcuni assi fondamentali, il posizionamento di un territorio lungo il proprio cammino evolutivo. Indici che si pongono l’obiettivo di cogliere la “sostanza” del fenomeno (la diminuzione dell’inquinamento, una nuova visione dei trasporto, la ricerca dell’equilibrio tra produzione e consumo di energia elettrica,…), senza per questo perdere di vista i fattori che innescano virtuosità nei fenomeni (l’ICT come costante prerequisito e lo sviluppo di tecnologie abilitanti ai vari assi, la sensibilizzazione della popolazione, della Pubblica Amministrazione, del mondo produttivo), ben consapevoli che parlare di “Smart Energy”, “Smart Envornomnent”, “Smart Mobility” comporta necessariamente l’analisi di sistemi complessi, e la traduzione di questi in semplici numeri.

In tale sforzo di semplificazione e traduzione, l’Osservatorio ICT ha elaborato quindi 3 indici riassuntivi (1), focalizzati, in coerenza con i principi di Europa 2020, sui seguenti temi:

  • Smart Environment: per un’analisi del posizionamento dei territori regionali nell’ambito ambientale, in un trend che si vuole immaginare positivo, per cui valori più alti di “intelligenza ambientale” sono associati a migliori performances in tutti quegli indicatori (la qualità delle acque e dell’aria nonché la raccolta differenziata dei rifiuti) che sono stati individuati come significativi, in positivo od in negativo, sul fenomeno;
  • Smart Mobility: per un’analisi del posizionamento dei territori ambientali in tema di mobilità, tramite l’analisi dei principali indicatori relativi al trasporto ferroviario ed al trasporto pubblico locale. Anche in questo caso l’analisi degli indicatori intende a costruire un indice di performance in cui si assume che l’obiettivo ultimo della regione con un alto indice di “mobilità intelligente” sia un largo uso dei trasporti su ferro e su gomma, per passeggeri e merci, un elevato grado di soddisfazione dei passeggeri, ed una diminuzione delle immissioni inquinanti in atmosfera derivate da agenti legati alla mobilità.
  • Smart Energy: per un’analisi del posizionamento dei territori ambientali in tema di energia, prendendo in considerazione la conversione verso le energie rinnovabili ed i consumi dei vari settori produttivi e non produttivi che insistono sul territorio. Anche in questo caso l’“intelligenza nell’ambito energetico” per le Regioni significa alti livelli di produzione di energia da fonti rinnovabili e bassi consumi.

 

A questo si aggiunge un quarto indice, Smart Cities Index, volto a misurare la comunità regionale intesa come aggregato dei livelli di “smartness” dei propri comuni capoluogo.

Dall’analisi dei risultati, la differenza tra le diverse regioni risulta significativa, così come risulta differire anche lo stesso posizionamento del Piemonte rispetto alle 3 aree di analisi. Per tutti gli indici il Piemonte si pone però al di sopra della media nazionale.

 



Smart Environment Index: una sfida per il territorio regionale


Se si analizzano i risultati dell’indicatore sintetico relativo all’ambiente, il Piemonte, con un punteggio di 0,46, si dimostra, seppur con un indice superiore alla media nazionale, come una regione con luci ed ombre nel settore ambientale. Infatti, se da un lato gli indicatori relativi alla raccolta differenziata ed alla qualità delle acque mostrano buoni risultati, dall’altro i dati relativi alla qualità dell’aria lasciano ancora ampi margini di miglioramento.
 

Smart Mobility Index: per il Piemonte spazi di miglioramento

L’indicatore sintetico relativo alla mobilità mostra un Piemonte in settima posizione, in una graduatoria che vede primeggiare regioni connotate da caratteristiche eterogenee. Rispetto agli indicatori che compongono l’indice, il Piemonte mostra buoni risultati nel “volume” di passeggeri residenti che utilizzano servizi di trasporto pubblico, e nel complesso un valore superiore alla media nel gradimento di questi servizi.
 

Smart Energy Index: il Piemonte in buona posizione

L’indice relativo all’energia vede il Piemonte in seconda posizione a livello nazionale, in un indice costituito in buona parte da dati relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, da bioenergie, da cogenerazione, contro pesati dai consumi di energia elettrica dai vari settori produttivi, in cui il Piemonte mostra buone performances.

Smart Cities Index

Su una popolazione totale (2) piemontese di 4.404.246 abitanti, quasi un terzo risiede negli 8 comuni capoluogo: un indicatore in grado di sintetizzare a livello regionale la dimensione “smart city” del complesso dei comuni capoluogo regionale è quindi quanto mai significativo.

A tal fine è stato costruito ed elaborato un indicatore sintetico di “smart cities” a livello regionale, partendo dai vari punteggi di smartness ottenuti dai vari comuni capoluogo all’interno dello Smart City Index 2016 (3).

L’indice relativo al Piemonte è pertanto di 0.75 (a fronte dello 0.73 del 2014), a fronte di una media nazionale di “smartness” dei comuni capoluogo di 0,50.


 

 

 



(1) Per la costruzione degli Indici sono stati utilizzati i principali indicatori ISTAT relativi al monitoraggio delle politiche di sviluppo per i temi di interesse, all’ultimo anno disponibile (2014), nonché i risultati del rapporto Smart City Index 2016, EY. Per il dettaglio degli indicatori e la metodologia di calcolo si esamini il relativo documento.
(2) Popolazione residente 2015, fonte PISTA Piemonte Statistica, Regione Piemonte
(3) Si veda il punteggio di Smartness dei comuni capoluogo italiani, pubblicati da EY, Rapporto Smart City Index 2016 http://www.ey.com/Publication/vwLUAssetsPI/EY-smart-city-index-2016/$FILE/2016-EY-smart-city-index.pdf
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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:46

Cittadini

Uso dei servizi Internet: le attività in rete dei cittadini Piemontesi

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei, prendendo in considerazione 5 dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

La metodologia di calcolo del DESI Index, elaborata dalla Commissione Europea per un’analisi ed un benchmark a livello di stati nazione, è stata adattata dall’Osservatorio a livello regionale, tramite un complesso lavoro di reperimento della base dati. È stato così possibile ricostruire una parte degli indicatori a livello regionale, ottenendo un dettaglio del posizionamento del Piemonte rispetto al dato italiano e a quello degli altri paesi europei e, laddove possibile, rispetto alle altre regioni italiane. Per maggiori dettagli rispetto alla base dati e alle fonti consulta la nota metodologica per la sezione "Uso dei servizi Internet", oppure la nota metodologica per la sezione "Capitale umano", il cui report viene subito dopo quello relativo all'uso dei servizi Internet.

Attività online: secondo i dati della Multiscopo, il Piemonte è indietro rispetto alla media europea

I dati del DESI non sempre permettono di ricalcolare la dimensione “Uso dei servizi Internet” a livello regionale. Il CSI Piemonte ha provato a utilizzare i dati dell’indagine Istat Multiscopo per ricavare gli stessi indicatori del DESI.
La media italiana calcolata con i dati di Eurostat è più alta rispetto a quanto emerge dai dati della multiscopo, pertanto il confronto tra valori del Piemonte e nazione UE non è possibile. Riportiamo comunque in Figura 1 la collocazione in classifica europea del Piemonte con il valore ottenuto dalla multiscopo. Risulta piuttosto basso, con un punteggio di 0.37, vicino alla Grecia e più basso della media italiana secondo Eurostat (0.40)


Figura 1: grafico a barre della dimensione “3 Uso dei servizi Internet” per le nazioni europee e il Piemonte

Figura 2: Mappa delle regioni italiane, gradazioni di blu per livelli crescenti dell’indicatore di capitale umano DESI 2019.

La mappa in Figura 2 rappresenta come la distribuzione geografica dell’indicatore “Uso dei servizi Internet”. Si nota subito un Centro-Nord più digitalizzato, mentre i cittadini del Sud dichiarano di utilizzare meno servizi Internet.
Un interessante confronto è quello tra “Capitale Umano”, che rappresenta le competenze dei cittadini, e l’uso effettivo di Internet. Come si può notare in Figura 3, la mancanza di competenze digitali penalizza, ovviamente, il tempo dedicato nelle attività online. Per rendere i cittadini più digitali è dunque necessario partire dalla formazione di base. 


Figura 3: grafico a radar che unisce le sottodimensioni di “Capitale Umano” e “Uso di servizi Internet”

Uso di Internet: il 17% dei piemontesi non ha mai navigato su Internet

 

Figura 4: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3 Utilizzo dei servizi Internet” per le regioni italiane. In viola l’indicatore di che quantifica la percentuale di cittadini che non hanno mai utilizzato Internet; in verde la percentuale di individui che ha utilizzato Internet almeno una volta nell’ultimo anno 

Nella classifica rappresentata in Figura 4 il Piemonte occupa una posizione intermedia, lontano dal 27% di “analfabeti informatici” della Campania, e con una percentuale di utilizzatori di Internet leggermente inferiore alla capofila Emilia-Romagna. In Piemonte, il 17% degli abitanti non ha mai utilizzato Internet in vita sua, mentre il 75% è un navigatore del web.


Figura 5: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3a Uso di Internet” per le nazioni europee e il Piemonte. Il Piemonte è evidenziato in arancione, mentre la media europea è rossa.

Per quanto in una posizione in classifica leggermente superiore all’Italia, il Piemonte è ancora abbastanza distanza dalla media europea per quanto riguarda l’uso di Internet, con un punteggio di 0.6 contro il 0.73 europeo come si nota in Figura 5.

Attività online: i video sono lo svago online preferito dei Piemontesi


Figura 6: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3b Attività online” per il Piemonte. 

Il 53% dei Piemontesi dichiara di guardare video on demand durante le proprie attività online. A seguire, fonti di intrattenimento come musica e videogiochi (51%), social network (46%), notizie (45%), videochiamate (32%). Attirano di meno l’attenzione la politica online (14%), i social network professionali (11%) e la frequentazione di corsi online (5%). Il dato rappresentato nell’infografica in Figura 6 sembra riflettere il parere spesso radicato nella popolazione secondo cui Internet sia solo una fonte di svago, in certi casi solo una perdita di tempo, e non un canale per aprirsi a nuove opportunità.

 

Figura 7: grafico a barre con i valori della sottodimensione di “Attività online” per le regioni italiane


 Figura 8: grafico a barre rappresentante i valori della sottodimensione "Attività online" in Unione Europea e Piemonte

Per quanto riguarda il sotto-indicatore complessivo “Attività online” il Piemonte occupa una posizione mediana in Italia (Figura 7) e da fanalino di coda in Europa (Figura 8). Nella lettura di questo grafico, è necessario tenere conto che l’indicatore nazionale è stato calcolato da Eurostat su un set di dati diverso dal dato regionale, che proviene dall’indagine campionaria “Multiscopo”.

Transazioni: il 52% degli utenti di Internet piemontesi utilizza servizi bancari e acquista online

Figura 9: grafico a dispersione degli indicatori di "3c Transazioni". Sull'asse delle ordinate la percentuale di utenti che dichiara di fare shopping online; sull'asse delle ascisse la percentuale di utenti di Internet che afferma di accedere a servizi bancari online; la dimensioni dei pallini è proporzionale alla percentuale di utenti che effettuano vendite online. I pallini sono colorati in base al gruppo NUTS 1 di appartenenza: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Dalla lettura della Figura 9, più della metà degli internauti piemontesi effettua acquisti e accede a servizi online bancari. Il 12% vende online. Tutti questi valori sono sopra la media italiana: il mercato online si dimostra dinamico in Piemonte. 


Figura 10: grafico a barre della sotto-dimensione "3c Transazioni" per le nazioni europee e il Piemonte

Se il Piemonte si dimostra più dinamico della media nazionale, lo stesso non si può affermare nel panorama europeo. Italia e Piemonte si collocano in coda alla classifica in Figura 10 per quanto riguarda i punteggi della componente “Transazioni”. Il Piemonte ha uno score di 0.41, contro lo 0.57 della media europea.



 

Il capitale umano nel digitale: in Piemonte bisogna rafforzare la rete di cittadini digitalizzati 

Capitale Umano nel mondo digitale: la rincorsa verso l’Unione Europea accomuna tutte le regioni italiane, ma alcune più di altre.

Il “Capitale Umano” del DESI quantifica l’abilità nel districarsi nel mondo digitale da parte dei cittadini, aggregando indicatori che spaziano dalle competenze di base a quelle avanzate.

Figura 1: Score dei paesi europei e del Piemonte (in arancione) per l’indicatore di capitale umano. Media europea in rosso.

Il Piemonte si attesta su uno score di 0.43 per la dimensione “Capitale Umano” contro lo 0.33 italiano, ma al di sotto della media europea (0.48). L’infografica di Figura 2 aiuta a leggere meglio il dato complessivo appena presentato.


Figura 2: Infografica delle componenti della dimensione “Capitale Umano”

Si mettono qui a confronto le due sottodimensioni del “Capitale Umano” in Unione Europea, Italia e Piemonte. Il Piemonte supera di gran lunga la media nazionale nelle competenze digitali avanzate e si dimostra pronto a raggiungere i valori medi dell’Eurozona, ma paga un ritardo strutturale italiano nella diffusione delle competenze digitali tra la popolazione.


Figura 3: Mappa delle regioni italiane, gradazioni di blu per livelli crescenti dell’indicatore di capitale umano DESI 2019.

La mappa in Figura 3 pone ancora una volta l’accento sugli squilibri interni e mostra come la distribuzione geografica del “Capitale Umano” digitale in Italia si concentra nel centro-nord; le regioni Lombardia e Lazio si confermano prime in classifica.

In questo report saranno analizzate tutte le componenti della dimensione “Capitale Umano”, in modo da confrontare la situazione piemontese con il resto d’Italia e l’Unione Europea.

Competenze Digitali: Piemonte bene in Italia, male in Europa. Dietro di noi solo Polonia, Bulgaria e Romania.


Figura 4: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione “2a Competenze Digitali” per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di competenze digitali base nella popolazione, su quello delle ordinate le competenze di livello superiore; la dimensione del puntino è proporzionale all’indicatore di competenze base in materia di software. Le regioni sono colorate in base al loro gruppo NUTS 1: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Come si osserva in Figura 4, in Piemonte quasi il 60% degli abitanti ha delle competenze digitali di base, più di un terzo può vantare delle competenze superiori e circa il 14% possiede competenze generiche in materia di software. Grazie a questi valori può collocarsi nel cluster delle regioni più avanzante nelle competenze digitali. Rispetto alle altre regioni del Nord la posizione del Piemonte all’interno del cluster non è però di testa, ma in coda nel gruppo.
Da segnalare un livello di competenze digitali molto più basso nelle regioni del Sud dove, con l’eccezione della Sardegna, si registra un numero di abitanti con competenze digitali base o superiori che si riduce anche fino alla metà di quello delle regioni del Nord e un livello di diffusione delle competenze base in materia di software che tocca, in Calabria e Sicilia, valori pari a un terzo di quelli Emiliani.

Confrontando i risultati del Piemonte con quello degli altri paesi europei, ci si accorge che la Regione Piemonte si piazza nella parte bassa della classifica, appena sopra il dato italiano. La bassa performance è da imputare all’indicatore relativo alle competenze di base in materia di software: il dato piemontese è di gran lunga il più basso a livello europeo.2 

 

Figura 5: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “2a Competenze Digitali” per le nazioni europee e il Piemonte. Il Piemonte è evidenziato in arancio, mentre la media europea è rossa.

Dalla Figura 5 emerge come, per quanto in una posizione migliore della media italiana, a livello europeo il Piemonte non spicca tra i paesi a più alta formazione digitale dei propri abitanti. Se le competenze digitali (di base e non) sono leggermente superiori al dato europeo, le competenze software affossano il ranking della nostra regione: oltre l’85% degli intervistati dichiara di non aver mai usato software quali Word o Excel, o software per l’editing di foto, video o di file audio.

Competenze digitali avanzate: in Piemonte il 2.6% delle lavoratrici è specialista nel campo ICT, ma sono ancora pochi i laureati ICT


Figura 6: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione Competenze Digitali Avanzate per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di presenza sul territorio di specialisti ICT, su quello delle ordinate la percentuale di specialisti ICT di sesso femminile. La grandezza dei puntini è proporzionale alla quota di neolaureati in materie ICT sul totale (ripartiti in base alla regione di residenza). Le regioni sono colorate in base al loro gruppo NUTS 1: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Come si può notare in Figura 6, la presenza nel tessuto lavorativo di specialisti ICT è accompagnata positivamente dalla presenza di donne nel settore, pur essendo questa generalmente più bassa rispetto a quella maschile.
Il Piemonte si colloca nelle prime posizioni del cluster centrale italiano, ma è ancora lontano dalla coppia di testa formata da Lombardia e Lazio. Il Lazio, in particolare, guida la classifica, con ben il 6.6% dei lavoratori e il 4.6% delle lavoratrici occupati nel campo ICT. In Piemonte, invece, il 3.6% dei lavoratori è occupato nel settore ICT, contro un 2.6% delle lavoratrici.
Risulta dunque evidente una forte concentrazione del comparto ICT in un numero ristretto di regioni, con al contrario una debole presenza nelle regioni del Sud Italia, dove la quota degli specialisti in ICT si colloca quasi sempre al di sotto del 2% della forza lavoro.
Stride dunque il dato sulla quota di laureati in ICT, che vede le regioni del Sud tra quelle che mostrano i valori più alti: evidentemente le realtà produttive locali non sono in grado di raccogliere l’elevato capitale umano dei propri residenti più giovani. Si tratta peraltro, rileggendo i dati in Figura 1 sotto una nuova luce, di regioni in cui sembra essere meno diffusa la cultura del digitale.



Figura 7: grafico a barre con i valori dell’indicatore di competenze digitali avanzate nei paesi europei e nella regione Piemonte (evidenziata)
 

Dalla Figura 7 si vede come il Piemonte raggiunga un valore dell’indicatore pesato di competenze digitali superiore alla media europea e in linea con i principali paesi europei. Si nota, in particolare, un’ottima performance rispetto alla presenza femminile nel comparto ICT, mentre la quota di specialisti ICT è nella media europea e quella dei laureati nel settore ICT è decisamente esigua rispetto a quelle che emergono nel panorama europeo: siamo agli ultimi posti insieme a Belgio e Portogallo, ed è un problema che accomuna tutte le regioni del nostro paese.

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(1) Nota tecnica: Le elaborazioni dell’Osservatorio Digitale potrebbero differire da quelle di Eurostat per le diverse tecniche di arrotondamento adottate. 
(2) La ricostruzione di questo indicatori a livello regionale, come per gli altri della dimensione “Human Capital”, partendo dalla metodologia Eurostat-DGConnect, è stata possibile grazie ai dati disaggregati dell’Indagine multiscopo sulle famiglie del 2019. Pur prendendo atto dell’elevato divario tra i dati nazionali e quelli regionali rispetto alle competenze software, l’attendibilità e l’anno di aggiornamento della fonte dati, ha fatto portato alla decisione di mantenere il dettaglio regionale, nonostante questo generi squilibri nel ranking.




 

Il Piemonte di fronte alla sfida del "Divario Digitale Culturale"

 
Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per l’elaborazione del digital index OICT 2018 si è cercato, oltre ad adattare l’indice DESI Europeo alla dimensione regionale per un’analisi del posizionamento piemontese, di reperire il più possibile fonti a copertura di tutte le regioni italiane, per poter effettuare un’analisi comparata tra le Regioni Italiane. Il Digital Index risulta quindi composto da 34 indicatori, di cui per 16 è stata recuperato il dato per tutte le Regioni Italiane. Per altri 10 invece è stato reperito il dato solo per la Regione Piemonte.
 

La fruizione di contenuti informativi in rete (quotidiani ad esempio o siti di informazione) vede primeggiare, a livello Italiano, il Molise, che però nel panorama europeo si trova solamente in 29° posizione (con valori simili alla Francia) rispetto ad una abitudine più diffusa di consultare notizie on-line, dimensione in cui le regioni Italiane occupano in generale, tutte, le ultime posizioni, come purtroppo si è già riscontrato per altri fenomeni.

Un comportamento più disomogeneo tra le Regioni si trova invece per quanto riguarda le attività ludiche: la fruizione di musica, video e giochi on line è marcatamente più diffusa in Campania, Toscana, Lombardia, mentre in altre regioni, come Sicilia e Trentino, tarda ad affermarsi; a livello europeo sono i paesi del Nord ad occupare le prime posizioni, ed i paesi dell’Est Europa ad occupare le ultime. Molto probabilmente, oltre a propensioni dovute a diverse abitudini ed elementi di contesto, la disponibilità di banda fissa e mobile adeguata incide sulla reale possibilità di fruire di tale tipologia di contenuti.


Figura 15. Digital Index OICT 2018 – Attività on-line della popolazione, confronto tra Regioni, indici


Contrariamente ai luoghi comuni invece il comportamento degli Italiani sui social network si rivela meno pervasivo del panorama Europeo: le Regioni italiane si trovano in generale nella seconda parte della classifica dei più “social”: punteggi più elevati per Emilia Romagna e Marche (20° posizione, con valori simili a Lituania ed Estonia), propensione meno elevata per Puglia e Calabria. 

Performances ancora peggiori, ad eccezione di alcuni virtuosismi, per l’utilizzo on-line di servizi che prevedono transazioni (servizi bancari ed e-commerce), rispetto a cui i canali elettronici non sono ancora riusciti ad acquistare la fiducia necessaria per affiancare almeno i canali tradizionali,  soprattutto nel gruppo di regioni in cui abbiamo già visto accompagnarsi un basso livello di competenze digitali: Sicilia, Calabria e Campania occupano gli ultimi posti in Europa per la diffusione dell’home banking, e di pari passo non mostrano buone performance nel campo dell’e-commerce, nonostante questo abbia riscontrato una diffusione crescente. Un gruppo di Regioni invece (Veneto, Friuli ed Emilia Romagna), pur non registrando punteggi elevati in quanto a diffusione dei servizi bancari on-line, occupano invece i primi posti in Europa nell’e-commerce, insieme al Regno Unito, Svezia e Danimarca. Queste 3 regioni sono proprio quelle, guardando i dati complessivi, che mostrano, rispetto alle altre regioni italiane, una maggiore propensione generale della popolazione a svolgere attività in rete. Sono anche, non potrebbe essere diversamente, tra le regioni con disponibilità più elevate di connettività.

E sul fronte delle competenze digitali?

I laureati 2016 in Italia rappresentano il 4,8% della popolazione in età 20-29: in termini assoluti grossa parte di essi risiede in Lombardia, Campania e Lazio; in termini relativi (rispetto alla popolazione in età 20-29 quindi) si vedono alcuni regioni primeggiare: Molise, Abruzzo, Basilicata e Marche scalano la classifica.



Figura 10. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (valori assoluti, fonte Miur)


Figura 11. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (% su popolazione 20-29 anni, fonte Miur)


Se si effettua un carotaggio sui diversi gruppi di lauree, quali le lauree STEM, ovvero tutte quelle che si possono ricondurre ad un ambito tecnico-scientifico, il fenomeno si ripete: Abruzzo, Basilicata, Marche e Molise ripetono il loro primato, seguiti da Umbria e Lazio, con valori superiori al 3% della popolazione 20-29 anni; accanto ad Abruzzo e Basilicata, con valori di circa il 57% del totale dei laureati abbiamo Emilia Romagna e Piemonte. Chiudono la classifica invece Valle D’Aosta, Sardegna e Sicilia.
Con questi numeri le Regioni Italiane nel complesso, per la dimensione dei laureati STEM, occupano, tutte, le ultime posizioni della classifica europea.

Ma basta la laurea per favorire le competenze digitali di una regione? Se si esamina invece il fenomeno delle competenze digitali nel suo complesso, rispetto ad anni precedenti le performance di Italia e di molte regioni sono peggiorate rispetto ad un panorama europeo in cui invece ci sono stati significativi progressi.

 


Figura 14. Digital Index OICT 2018 – Competenze Digitali, confronto tra Regioni, indici


Dal grafico emerge chiaramente una complessiva arretratezza per un gruppo di regioni: Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Come abbiamo già visto il Molise però, insieme all’Abruzzo, ed alla Basilicata (la Basilicata si dimostra la migliore in Europa, con la sua 27° posizione) ha anche i più alti valori di Laureati in discipline tecnico-scientifiche, che evidentemente non sono stati sufficienti ad incidere su comportamenti e professionalità nella Regione. Vi è poi un gruppo di Regioni più performanti in termini di utenti Internet e professionalità digitali, con l’emergere del Lazio, seguito a distanza dalla Lombardia (rispettivamente 3° e 7° posizione in Europa), che fungono da concentratore su questi 2 tipi di dimensioni.
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