Osservatorio ICT Piemonte

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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Rete

LA CONNETTIVITA' IN PIEMONTE: L'INFRASTRUTTURA C'E', GLI UTILIZZATORI NO

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei, prendendo in considerazione 5 dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

La metodologia di calcolo del DESI Index, elaborata dalla Commissione Europea per un’analisi ed un benchmark a livello di stati nazione, è stata adattata dall’Osservatorio a livello regionale, tramite un complesso lavoro di reperimento della base dati. È stato così possibile ricostruire una parte degli indicatori a livello regionale, ottenendo un dettaglio del posizionamento del Piemonte rispetto al dato italiano e a quello degli altri paesi europei e, laddove possibile, rispetto alle altre regioni italiane. Per maggiori dettagli rispetto alla base dati e alle fonti consulta la nota metodologica per l'anno 2019.

Connettività: Piemonte nella media europea ma lontano dai big.

Figura 1: Score dei paesi europei e del Piemonte (in arancione) per l’indicatore di connettività. Media europea in rosso.


Il Piemonte raggiunge nel 2019 uno score di 0,62 (Figura 1) per la dimensione connettività (con valori normalizzati e pesati secondo il metodo min-max proposto dalla Commissione Europea)1  e si colloca appena sopra la media europea. Il valore complessivo dello score è penalizzato dall’anno di aggiornamento dei dati di alcuni indicatori; in particolare si cita la diffusione della banda larga mobile tra le famiglie, che Istat fornisce solo per l’anno 2016.

Figura 2: Mappa delle regioni italiane, gradazioni di blu per livelli crescenti dell’indicatore di connettività DESI 2019.

Nel confronto regionale riportato in Figura 2, si notano livelli di connettività mediamente più alti nelle regioni del nord Italia, con l’eccezione del Lazio che guida la classifica con uno score di 0.65. La regione Molise, il cui score si ferma a 0.54, è invece la regione italiana con minor connettività. Ovviamente la situazione sub-regionale presenta forti differenze che non traspaiono dal dato aggregato, se ti interessa approfondire il tema della connettività a livello comunale in Piemonte puoi visitare la sezione dedicata sul sito di Osservatorio.2 

Figura 3: Grafico a radar: ai vertici le cinque sottodimensioni della connettività, le linee rappresentano i valori degli score della media UE (in rosso), dell’Italia (in giallo) e del Piemonte (in azzurro).

Guardando infine alle sottodimensioni della connettività nel loro complesso, il grafico a radar in Figura 3 mostra gli score del Piemonte rispetto a quelli italiani ed europei (rapportati al valore massimo espresso a livello europeo).
Si nota come continui la corsa, o meglio, la rincorsa del Piemonte e dell’Italia ai livelli di connettività europei. Come abbiamo visto dall’analisi dettagliata delle sottodimensioni, questo gap deriva più dal take up della rete fissa da parte delle famiglie rispetto alla copertura, i cui indicatori mostrano punteggi, in particolare per la nostra regione, ai vertici del ranking europeo.
Il ritardo italiano nella diffusione delle tecnologie a banda larga fissa non sembra imputabile ai prezzi della stessa, in quanto l’indicatore dei prezzi banda larga mostra un rapporto tra i prezzi degli abbonamenti e il reddito pro-capite delle famiglie in linea con quello europeo. La spiegazione del gap potrebbe arrivare dunque, come già emergeva negli anni scorsi, da un livello di skills informatiche e di utilizzo dei servizi Internet generalmente molto basso nel nostro paese: questo argomento sarà oggetto dei prossimi report dell’Osservatorio, che andranno ad analizzare le altre dimensioni del DESI 2019.
 

Banda larga fissa: manca poco alla copertura totale del territorio piemontese



Figura 4: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga fissa per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura banda larga fissa, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga fissa.

Il Piemonte, come l’intero cluster delle regioni del nord-ovest3  (in azzurro in Figura 4), presenta un livello di famiglie coperte da banda larga fissa superiore al 99%. L’intero gruppo delle regioni italiane è guidato dalla Lombardia, che ha anche la quota più alta di sottoscrizioni da parte delle famiglie alla banda larga (oltre il 72%). Questo è l’indicatore per cui le regioni del N-O mostrano una variabilità maggiore, con la Liguria in coda al gruppo. I livelli più bassi di copertura e diffusione sono raggiunti dalle regioni del sud e dalle isole, in particolare il livello di diffusione della banda larga fissa è di molto inferiore a quello delle restanti regioni (ad eccezione di Abruzzo e Sardegna, che si avvicinano alle regioni del centro-nord).


Figura 5: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga fissa per i paesi europei e per la regione Piemonte (in arancione). Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura banda larga fissa, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga fissa. Media europea in rosso.

A livello europeo il Piemonte (in arancione in Figura 5) si discosta dal pattern generale, che vede una diffusione della banda larga fissa che cresce al crescere della copertura. Il livello delle sottoscrizioni piemontese è inferiore alla media europea ed è paragonabile a quello di paesi come Romania e Slovacchia, che presentano però una copertura inferiore al 90% delle famiglie. La copertura delle famiglie con banda larga fissa è quasi totale, ed è in linea con quello dei principali paesi europei.   
 

Banda larga mobile: il 4G raggiunge la casa di 98.95 famiglie piemontesi su 100



Figura 6: grafico a barre con i valori dell’indicatore di copertura 4G per i paesi europei e per la regione Piemonte (in arancione). Media europea in rosso.


In Figura 6 si nota come il Piemonte raggiunga una copertura delle famiglie con 4G che sfiora il 99%, in linea con i principali paesi europei e sopra il livello medio di copertura dei 28 paesi dell’Unione Europea coinvolti nel calcolo del DESI Index.


Figura 7: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga mobile per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura 4G, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga fissa.

Risulta invece impossibile ricostruire l’indicatore di diffusione della banda larga mobile (misurata dal numero di sottoscrizioni ogni 100 persone) a livello regionale, in quanto manca la disponibilità del dato. Per completare l’analisi relativa al mobile, si propone tuttavia un’integrazione che si distacca dalla metodologia del DESI e va ad analizzare i dati relativi alla percentuale di famiglie che accede ad Internet con una connessione mobile a banda larga tramite rete di telefonia mobile (Istat, 2016). Si nota in Figura 7 il Piemonte in testa al cluster delle regioni del Nord-Ovest con il 32% delle famiglie che si affida ad una connessione mobile a banda larga tramite rete di telefonia mobile per accedere ad Internet. Su questo livello si attesta la maggior parte delle regioni del Sud, tranne la Sardegna in cui la percentuale supera il 40%.

Banda larga veloce: copertura piemontese tra le migliori d’Europa.

Figura 8: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga veloce per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura della banda larga veloce, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga veloce.

La regione Piemonte (Figura 8) raggiunge valori di copertura da banda larga veloce paragonabili a quelli del cluster delle regioni del nord-ovest che, con l’eccezione della Valle d’Aosta, si pone al vertice della connettività con velocità di download superiore ai 30 Mbps. Le famiglie piemontesi coperte da tecnologie a banda larga veloce risultano essere di poco superiori al 92%. La copertura risulta essere molto variegata sul territorio nazionale, basti guardare le regioni del sud Italia: Puglia, Campania e le isole sono tra le regioni più coperte, le restanti si posizionano in fondo alla classifica
Sulla lettura dei risultati relativi alla diffusione della banda larga veloce pesa invece l’anno di aggiornamento dei dati (2017). Anche in questo caso le regioni del N-O si pongono tra le prime per tasso di diffusione della banda larga, la cui classifica è guidata dalla regione Lazio. Interessante notare come, a fronte di valori di copertura spesso migliori della media, nelle regioni del sud vi sia un livello generalmente basso di sottoscrizione di abbonamenti per la banda larga veloce.


Figura 9: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga veloce per i paesi europei e per la regione Piemonte (in arancione). Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura della banda larga veloce, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga veloce. Media europea in rosso.

L’anno di aggiornamento dei dati regionali relativi alla diffusione della banda larga veloce, non allineato a quelli del DESI, si riflette in una percentuale di sottoscrizioni decisamente più basso per il Piemonte (in arancione in Figura 9) rispetto al dato nazionale, anch’esso decisamente basso rispetto alla media europea. In attesa di dati di dettaglio più aggiornati, il Piemonte rimane nel gruppo di paesi con livelli di diffusione più bassi (del quale fanno parte anche paesi del calibro di Francia e Austria). Il livello di copertura registrato dal Piemonte, invece, pone la regione all’interno del ristretto gruppo di paesi con una percentuale che supera il novanta percento delle famiglie coperte.

Banda larga ultraveloce: serve un cambio di passo nell’adozione della tecnologia.


Figura 10: grafico a barre con i valori dell’indicatore di copertura della banda larga ultraveloce per i paesi europei e per la regione Piemonte (in arancione). Media europea in rosso.

Rispetto alla banda larga ultraveloce (velocità di download oltre i 100 Mbps) possiamo commentare solo i dati relativi alla copertura, in quanto i dati di take-up non sono disponibili a livello regionale.
I dati Agcom, ricavati attraverso metodologia sui dati aggregati4  (o metodologia non puntuale), identificano una percentuale di famiglie italiane coperte da banda larga ultraveloce pari al 65% (Figura 10), con il Piemonte che raggiunge una percentuale appena inferiore alla media nazionale e pari a circa il 61% delle famiglie.


Figura 11: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione banda larga ultraveloce per i paesi europei e per la regione Piemonte (in arancione). Sull’asse delle ascisse l’indicatore di copertura della banda larga ultraveloce, su quello delle ordinate la diffusione della banda larga ultraveloce (con dato nazionale italiano attribuito alla regione Piemonte). Media europea in rosso.

Il dato Agcom sulle famiglie coperte da banda larga ultraveloce contrasta con il dato nazionale pubblicato all’interno del rapporto DESI 2019, con un livello di copertura italiano quasi tre volte superiore rispetto a quello di fonte IHS e Point Topic. In Figura 11 si nota come il Piemonte abbia un livello di copertura della banda larga ultraveloce di poco superiore alla media europea, notevolmente influenzata dal dato della Grecia (per la quale è stato attribuito un valore di copertura pari a zero).


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(1) Per un approfondimento vai alla sezione metodologica del DESI Index https://ec.europa.eu/newsroom/dae/document.cfm?doc_id=59913
(2) http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/rete.html
(3) In questo report viene utilizzata la Nomenclatura delle unità territoriali per le statistiche dell'Italia (NUTS: IT), che suddivide il nostro paese in aree 5 aree geografiche: Nord-Ovest (azzurro), Nord-Est (viola), Centro (giallo), Sud (arancione) e Isole (rosso).
(4) Metodologia che utilizza la sezione censuaria Istat come area di riferimento minima per l'identificazione della copertura. Questa modalità operativa porta ad una modesta sovrastima della copertura ed è storicamente utilizzata come riferimento per lo studio della copertura (es. DESI) e per la definizione dei target di copertura.
 





La connettività nei comuni del Piemonte

L’Osservatorio ICT propone una nuova batteria di indicatori per indagare la copertura fornita delle reti di telefonia mobile a tecnologia 2G, 3G e 4G e dalle tecnologie di trasmissione a livello fisico (analizzando la tecnologia ADSL, ma anche la banda larga ed ultra-larga), nonché la diffusione e l’utilizzo degli hotspot FreePiemonteWiFi a livello comunale.
La metodologia proposta tocca alcune delle tematiche più calde dell’Agenda Digitale Europea per il 2020, con il vantaggio di poter osservare i fenomeni elencati ad un livello di dettaglio elevato. Per maggiori informazioni sugli indicatori e la metodologia applicata clicca qui.
La lettura dei risultati restituisce interessanti dualismi: montagna e pianura, agglomerati urbani e aree marginali, le chiavi di lettura sono molte in una Regione tutt’altro che omogenea dal punto di vista socio-economico ed orografico. Di seguito alcuni degli highlights.

L’Indicatore di Connettività, riportato in Figura 1 a livello provinciale, pone la provincia di Torino ai vertici con un certo distacco rispetto alle altre province piemontesi. Emergono tra queste la provincia di Novara - con un punteggio complessivo più alto dovuto all’ottima performance dell’indicatore di copertura da rete fissa – e la provincia del Verbano Cusio Ossola che risulta avere il più basso livello di connettività, fermandosi ad un punteggio di 0.72.
 


Figura 1: Indicatore di Connettività a livello provinciale, con dettaglio sulle componenti di copertura della rete fissa e mobile. Anno 2018.

Il cartogramma in Figura 2 aggiunge dettagli al quadro complessivo restituito in precedenza e rivela come i punteggi più alti dell’Indicatore di Connettività si concentrino in prossimità delle principali aree urbane, degradando verso tonalità di blu più chiare nei comuni delle valli dell’arco alpino e dell’appennino ligure. Questi territori si contraddistinguono per livelli di connettività estremamente bassi: basta sovrapporre questa mappa con un layer dei rilievi altimetrici per accorgersi del fatto che i cluster di comuni “offline” corrispondono ad alcune delle valli montane più marginali ed isolate, quali la Val Borbera, la Val Maira o la Valle Antrona. Anche nei territori dell’Alta Langa e in alcuni comuni marginali della Pianura Padana la copertura da rete fissa e mobile risulta essere più bassa della media regionale. Nelle sezioni che seguono le due sotto-dimensioni della connettività verranno approfondite più nel dettaglio.


Figura 2: cartogramma con rappresentazione dell’Indicatore di Connettività a livello comunale: scala di blu con intensità crescente all’aumentare del punteggio dell’indicatore. Anno 2018.



La copertura da rete fissa


To supply every European with access to at least 30 Mbps connectivity, and to provide half of European households with connectivity rates of 100 Mbps.


Questi sono gli ambiziosi obiettivi dell’agenda digitale europea per il 2020. Lasciamo dunque da parte la tecnologia BroadBand - per la quale i livelli di copertura sono generalmente prossimi ad uno su tutto il territorio regionale - e concentriamoci sulle tecnologie fast ed ultra-fast. Qual è la situazione nei comuni del Piemonte?


953 comuni piemontesi su 1.202 risultano essere sprovvisti di possibilità di accedere alla rete Fast BB.

La Figura 3 mostra i punteggi dell’indicatore Fast BB coverage raggiunti da ciascun Sistema Locale del Lavoro che abbia almeno un comune all’interno dei confini regionali del Piemonte.
I sette comuni che rientrano nel SLL di Santa Maria Maggiore non hanno nemmeno una famiglia residente coperta da questa tecnologia, così come i tre comuni orbitanti su Garessio. I restanti SLL della provincia di Verbania e di Cuneo - esclusi in una certa misura quelli dei capoluoghi di provincia – non raggiungono risultati elevati, lontani dalla totalità di famiglie coperte richiesta dall’unione europea. Anche i Sistemi Locali del Lavoro di Asti e Biella non raggiungono performance elevate, posizionandosi al di sotto del 40% di famiglie coperte da rete veloce (la Provincia di Asti vede una percentuale di copertura pari al 38%, Biella del 37%).
È la provincia di Torino a dominare la scena della rete veloce con una quota di famiglie coperte pari al 74%, gran parte delle quali si trovano all’interno del Sistema Locale del Lavoro di Torino (in cui il livello di copertura è pari all’82%) e, aprendo anche l’ultima matrioska dei livelli territoriali, all’interno della città di Torino, dove le famiglie coperte da rete fast al 2018 risultano essere 394.029 (il 94% del totale). I restanti SLL della provincia di Torino si posizionano invece nella media regionale, con un valore più alto per il SLL di Chieri, che sfiora il 60%.


Figura 3: grafico a radar con i punteggi ottenuti dai Sistemi Locali del Lavoro piemontesi rispetto all’indicatore Fast BB coverage. Anno 2018.


Solo la provincia di Torino (49%) risulta prossima al raggiungimento di una quota di famiglie coperte da rete Ultra-Fast BB almeno pari al 50% del totale. Le altre province si posizionano in un range che va dal 29% di Alessandria al 9% del VCO.
Sono 15 i comuni piemontesi a superare la soglia del 50% di famiglie coperte da rete Ultra-Fast: 7 sono localizzati in provincia di Torino, 3 in provincia di Alessandria, 2 a Vercelli, 2 a Cuneo e 1 in provincia di Asti e contano 468.217 famiglie coperte su un totale di 636.461. Sono questi i comuni capofila dell’espansione dell’ultra-fast sul territorio regionale che, come si nota dalla Figura 4, è ancora ad uno stadio piuttosto embrionale. Il Sistema Locale del Lavoro di Torino è ancora una volta capofila con una quota di famiglie coperte da questa tecnologia pari al 58%, seguito dai SLL di Alessandria (41%), Vercelli (39%) e Novara (35%).
La qualifica di capoluogo di provincia non sembra però bastare ad assicurarsi un posto tra i territori più connessi: nel SLL di Verbania meno del 10% delle famiglie residenti può attivare una linea Ultra-Fast.


Figura 4: grafico a radar con i punteggi ottenuti dai Sistemi Locali del Lavoro piemontesi rispetto all’indicatore Ultra-Fast BB coverage. Anno 2018.


La copertura da rete mobile

I punteggi assunti dall’indicatore mobile coverage a livello provinciale, come emerge dalla Figura 1, hanno una variabilità molto ridotta rispetto a quella dell’indicatore fixed coverage, con valori sempre prossimi ad uno. Questo risultato, va ricordato, rappresenta un valore medio pesato per il numero di famiglie residenti in ciascun comune e tiene in considerazione il solo dato di copertura delle famiglie residenti senza spingersi a dare un giudizio sulla copertura della superficie territoriale comunale.
Gli aggregati possono però spesso nascondere dei fenomeni interessanti: un’occhiata alla Figura 5 rivela una situazione di diffusa sotto-copertura 4G nei comuni dell’arco alpino e dell’appennino ligure. Alcune valli risultano essere estremamente coperte (è il caso della Val Susa, della Val Pellice e della Valle della Dora Baltea Canavesana) mentre altre, all’opposto, risultano offline. In questo caso spiccano ancora – così come si era rilevato in precedenza - i comuni delle valli del cuneese, dell’ossolano e delle valli a ridosso della Liguria. Un’estrazione dei comuni meno coperti da tecnologia 4G rileva alcuni fattori comuni: la popolazione residente è sempre molto ridotta ed è generalmente sparsa su una superficie territoriale molto ampia ad altitudini considerevoli.
Non stupisce dunque che questi territori vengano considerati poco profittevoli dalle compagnie telefoniche, lasciando però numerose zone buie sull’arco alpino: uno dei principali hub turistici della Regione Piemonte, dove insiste un numero di potenziali utilizzatori ben maggiore rispetto al solo numero di residenti.


Figura 5: cartogramma con rappresentazione dell’indicatore di copertura 4G a livello comunale: scala di blu con intensità crescente all’aumentare del punteggio dell’indicatore. Anno 2018.


FreePiemonte WiFi

In ultima analisi l’Osservatorio ICT ha indagato l’utilizzo del servizio FreePiemonte WiFi sul territorio regionale. I dati analizzati sono quelli dell’utilizzo della rete FreePiemonte WiFi durante l’anno 2018, servizio che conta 122 hotspot localizzati in 42 comuni del Piemonte e che mette a disposizione 500 Mb e 4 ore di traffico quotidiano a ciascun utente che si connette. Per maggiori informazioni sugli indicatori prodotti e sulla metodologia utilizzata clicca qui.
Come si può osservare nella Figura 6 la maggioranza degli Access Point (AP) risulta essere localizzata nei comuni del Verbano-Cusio-Ossola e della provincia di Torino, entrambe le province hanno 53 AP a testa. Mentre nella provincia di Torino gli AP sono generalmente inseriti in comuni di grandi dimensioni (19 a Rivalta di Torino e 10 a Pinerolo), nel VCO questi risultano essere più distribuiti sul territorio, spesso in comuni estremamente piccoli (spiccano i 4 AP del comune di Premia e i 3 AP del comune di Trasquera, entrambi con meno di mille residenti). Il comune con più Access Point è invece la città di Vercelli, ne conta 29.
I dati sugli accessi e sul traffico rilevato in ognuno di questi hotspot ha permesso di costruire un indicatore di utilizzo del servizio - denominato PiemonteWiFi - che è stato inserito in uno scatterplot con il valore dell’Indicatore di Connettività.

Figura 6: grafico a dispersione, sull’asse delle ascisse è riportato il valore comunale dell’indicatore Connectivity Index, sull’asse delle ordinate il valore comunale dell’indicatore PiemonteWiFi. Le bolle rappresentano il singolo comune piemontese dove è situato almeno un Access Point (AP) di FreePiemonte WiFi, la dimensione delle bolle rappresenta il numero di AP presenti sul territorio comunale e il colore delle bolle la provincia di appartenenza del singolo comune considerato.

In Figura 7 è stata inserita una linea di tendenza con l’obiettivo di indagare la relazione tra i due indicatori e la pendenza negativa suggerisce una relazione inversa tra i due: al diminuire della connettività registrata nel comune - in media e per i comuni considerati – si registra un livello maggiore di ricorso al servizio di wifi pubblico.



Figura 7: grafico a dispersione, sull’asse delle ascisse è riportato il valore comunale dell’indicatore Connectivity Index, sull’asse delle ordinate il valore comunale dell’indicatore PiemonteWiFi. Le bolle rappresentano il singolo comune piemontese dove è situato almeno un Access Point (AP) di FreePiemonte WiFi, il colore delle bolle la provincia di appartenenza del singolo comune considerato. La linea di tendenza, in rosso, è stata ricavata attraverso il metodo dei minimi quadrati.


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(1) Con alcuni casi di copertura più debole, come nel caso del Sistema Locale del Lavoro di Ceva che ha un punteggio di 0.83 sull’indicatore di copertura broadband.


Il Piemonte sul cammino della banda ultra-larga


Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per l’elaborazione del digital index OICT 2018 si è cercato, oltre ad adattare l’indice DESI Europeo alla dimensione regionale per un’analisi del posizionamento piemontese, di reperire il più possibile fonti a copertura di tutte le regioni italiane, per poter effettuare un’analisi comparata tra le Regioni Italiane. Il Digital Index risulta quindi composto da 34 indicatori, di cui per 16 è stata recuperato il dato per tutte le Regioni Italiane. Per altri 10 invece è stato reperito il dato solo per la Regione Piemonte.
 

La Regione più performante sulla dimensione della connettività risulta il Lazio, seguita da Puglia, Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia. Sempre in termini di performance, la Puglia risulta in terza posizione a livello europeo per quanto riguarda la copertura 4G, preceduta solamente da Danimarca e Svezia, ed in nona posizione in Europa come copertura in banda larga veloce (compresa tra 30 e 100 Mbps). Se dalla copertura passiamo invece alla diffusione, ovvero l’adozione da parte delle famiglie, le posizioni in classifica cambiano di molto: le regioni Italiane migliori sono in 24° e 25° posizione (Lazio ed Emilia-Romagna), in una classifica che ci vede preceduti dalle regioni del Nord Europa, ma anche dalle Repubbliche Baltiche a da molti paesi dell’Est Europa. Poco confortanti nel panorama europeo anche la dimensione della copertura in banda ultraveloce (100 Mbps e oltre), dove le regioni italiane occupano tutte le seconda parte della classifica: in fondo alla graduatoria troviamo il Molise, seguito solo dalla Grecia.



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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:46

Cittadini

Uso dei servizi Internet: le attività in rete dei cittadini Piemontesi

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei, prendendo in considerazione 5 dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

La metodologia di calcolo del DESI Index, elaborata dalla Commissione Europea per un’analisi ed un benchmark a livello di stati nazione, è stata adattata dall’Osservatorio a livello regionale, tramite un complesso lavoro di reperimento della base dati. È stato così possibile ricostruire una parte degli indicatori a livello regionale, ottenendo un dettaglio del posizionamento del Piemonte rispetto al dato italiano e a quello degli altri paesi europei e, laddove possibile, rispetto alle altre regioni italiane. Per maggiori dettagli rispetto alla base dati e alle fonti consulta la nota metodologica per la sezione "Uso dei servizi Internet", oppure la nota metodologica per la sezione "Capitale umano", il cui report viene subito dopo quello relativo all'uso dei servizi Internet.

Attività online: secondo i dati della Multiscopo, il Piemonte è indietro rispetto alla media europea

I dati del DESI non sempre permettono di ricalcolare la dimensione “Uso dei servizi Internet” a livello regionale. Il CSI Piemonte ha provato a utilizzare i dati dell’indagine Istat Multiscopo per ricavare gli stessi indicatori del DESI.
La media italiana calcolata con i dati di Eurostat è più alta rispetto a quanto emerge dai dati della multiscopo, pertanto il confronto tra valori del Piemonte e nazione UE non è possibile. Riportiamo comunque in Figura 1 la collocazione in classifica europea del Piemonte con il valore ottenuto dalla multiscopo. Risulta piuttosto basso, con un punteggio di 0.37, vicino alla Grecia e più basso della media italiana secondo Eurostat (0.40)


Figura 1: grafico a barre della dimensione “3 Uso dei servizi Internet” per le nazioni europee e il Piemonte

Figura 2: Mappa delle regioni italiane, gradazioni di blu per livelli crescenti dell’indicatore di capitale umano DESI 2019.

La mappa in Figura 2 rappresenta come la distribuzione geografica dell’indicatore “Uso dei servizi Internet”. Si nota subito un Centro-Nord più digitalizzato, mentre i cittadini del Sud dichiarano di utilizzare meno servizi Internet.
Un interessante confronto è quello tra “Capitale Umano”, che rappresenta le competenze dei cittadini, e l’uso effettivo di Internet. Come si può notare in Figura 3, la mancanza di competenze digitali penalizza, ovviamente, il tempo dedicato nelle attività online. Per rendere i cittadini più digitali è dunque necessario partire dalla formazione di base. 


Figura 3: grafico a radar che unisce le sottodimensioni di “Capitale Umano” e “Uso di servizi Internet”

Uso di Internet: il 17% dei piemontesi non ha mai navigato su Internet

 

Figura 4: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3 Utilizzo dei servizi Internet” per le regioni italiane. In viola l’indicatore di che quantifica la percentuale di cittadini che non hanno mai utilizzato Internet; in verde la percentuale di individui che ha utilizzato Internet almeno una volta nell’ultimo anno 

Nella classifica rappresentata in Figura 4 il Piemonte occupa una posizione intermedia, lontano dal 27% di “analfabeti informatici” della Campania, e con una percentuale di utilizzatori di Internet leggermente inferiore alla capofila Emilia-Romagna. In Piemonte, il 17% degli abitanti non ha mai utilizzato Internet in vita sua, mentre il 75% è un navigatore del web.


Figura 5: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3a Uso di Internet” per le nazioni europee e il Piemonte. Il Piemonte è evidenziato in arancione, mentre la media europea è rossa.

Per quanto in una posizione in classifica leggermente superiore all’Italia, il Piemonte è ancora abbastanza distanza dalla media europea per quanto riguarda l’uso di Internet, con un punteggio di 0.6 contro il 0.73 europeo come si nota in Figura 5.

Attività online: i video sono lo svago online preferito dei Piemontesi


Figura 6: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “3b Attività online” per il Piemonte. 

Il 53% dei Piemontesi dichiara di guardare video on demand durante le proprie attività online. A seguire, fonti di intrattenimento come musica e videogiochi (51%), social network (46%), notizie (45%), videochiamate (32%). Attirano di meno l’attenzione la politica online (14%), i social network professionali (11%) e la frequentazione di corsi online (5%). Il dato rappresentato nell’infografica in Figura 6 sembra riflettere il parere spesso radicato nella popolazione secondo cui Internet sia solo una fonte di svago, in certi casi solo una perdita di tempo, e non un canale per aprirsi a nuove opportunità.

 

Figura 7: grafico a barre con i valori della sottodimensione di “Attività online” per le regioni italiane


 Figura 8: grafico a barre rappresentante i valori della sottodimensione "Attività online" in Unione Europea e Piemonte

Per quanto riguarda il sotto-indicatore complessivo “Attività online” il Piemonte occupa una posizione mediana in Italia (Figura 7) e da fanalino di coda in Europa (Figura 8). Nella lettura di questo grafico, è necessario tenere conto che l’indicatore nazionale è stato calcolato da Eurostat su un set di dati diverso dal dato regionale, che proviene dall’indagine campionaria “Multiscopo”.

Transazioni: il 52% degli utenti di Internet piemontesi utilizza servizi bancari e acquista online

Figura 9: grafico a dispersione degli indicatori di "3c Transazioni". Sull'asse delle ordinate la percentuale di utenti che dichiara di fare shopping online; sull'asse delle ascisse la percentuale di utenti di Internet che afferma di accedere a servizi bancari online; la dimensioni dei pallini è proporzionale alla percentuale di utenti che effettuano vendite online. I pallini sono colorati in base al gruppo NUTS 1 di appartenenza: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Dalla lettura della Figura 9, più della metà degli internauti piemontesi effettua acquisti e accede a servizi online bancari. Il 12% vende online. Tutti questi valori sono sopra la media italiana: il mercato online si dimostra dinamico in Piemonte. 


Figura 10: grafico a barre della sotto-dimensione "3c Transazioni" per le nazioni europee e il Piemonte

Se il Piemonte si dimostra più dinamico della media nazionale, lo stesso non si può affermare nel panorama europeo. Italia e Piemonte si collocano in coda alla classifica in Figura 10 per quanto riguarda i punteggi della componente “Transazioni”. Il Piemonte ha uno score di 0.41, contro lo 0.57 della media europea.



 

Il capitale umano nel digitale: in Piemonte bisogna rafforzare la rete di cittadini digitalizzati 

Capitale Umano nel mondo digitale: la rincorsa verso l’Unione Europea accomuna tutte le regioni italiane, ma alcune più di altre.

Il “Capitale Umano” del DESI quantifica l’abilità nel districarsi nel mondo digitale da parte dei cittadini, aggregando indicatori che spaziano dalle competenze di base a quelle avanzate.

Figura 1: Score dei paesi europei e del Piemonte (in arancione) per l’indicatore di capitale umano. Media europea in rosso.

Il Piemonte si attesta su uno score di 0.43 per la dimensione “Capitale Umano” contro lo 0.33 italiano, ma al di sotto della media europea (0.48). L’infografica di Figura 2 aiuta a leggere meglio il dato complessivo appena presentato.


Figura 2: Infografica delle componenti della dimensione “Capitale Umano”

Si mettono qui a confronto le due sottodimensioni del “Capitale Umano” in Unione Europea, Italia e Piemonte. Il Piemonte supera di gran lunga la media nazionale nelle competenze digitali avanzate e si dimostra pronto a raggiungere i valori medi dell’Eurozona, ma paga un ritardo strutturale italiano nella diffusione delle competenze digitali tra la popolazione.


Figura 3: Mappa delle regioni italiane, gradazioni di blu per livelli crescenti dell’indicatore di capitale umano DESI 2019.

La mappa in Figura 3 pone ancora una volta l’accento sugli squilibri interni e mostra come la distribuzione geografica del “Capitale Umano” digitale in Italia si concentra nel centro-nord; le regioni Lombardia e Lazio si confermano prime in classifica.

In questo report saranno analizzate tutte le componenti della dimensione “Capitale Umano”, in modo da confrontare la situazione piemontese con il resto d’Italia e l’Unione Europea.

Competenze Digitali: Piemonte bene in Italia, male in Europa. Dietro di noi solo Polonia, Bulgaria e Romania.


Figura 4: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione “2a Competenze Digitali” per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di competenze digitali base nella popolazione, su quello delle ordinate le competenze di livello superiore; la dimensione del puntino è proporzionale all’indicatore di competenze base in materia di software. Le regioni sono colorate in base al loro gruppo NUTS 1: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Come si osserva in Figura 4, in Piemonte quasi il 60% degli abitanti ha delle competenze digitali di base, più di un terzo può vantare delle competenze superiori e circa il 14% possiede competenze generiche in materia di software. Grazie a questi valori può collocarsi nel cluster delle regioni più avanzante nelle competenze digitali. Rispetto alle altre regioni del Nord la posizione del Piemonte all’interno del cluster non è però di testa, ma in coda nel gruppo.
Da segnalare un livello di competenze digitali molto più basso nelle regioni del Sud dove, con l’eccezione della Sardegna, si registra un numero di abitanti con competenze digitali base o superiori che si riduce anche fino alla metà di quello delle regioni del Nord e un livello di diffusione delle competenze base in materia di software che tocca, in Calabria e Sicilia, valori pari a un terzo di quelli Emiliani.

Confrontando i risultati del Piemonte con quello degli altri paesi europei, ci si accorge che la Regione Piemonte si piazza nella parte bassa della classifica, appena sopra il dato italiano. La bassa performance è da imputare all’indicatore relativo alle competenze di base in materia di software: il dato piemontese è di gran lunga il più basso a livello europeo.2 

 

Figura 5: grafico a barre con i valori degli indicatori della sottodimensione “2a Competenze Digitali” per le nazioni europee e il Piemonte. Il Piemonte è evidenziato in arancio, mentre la media europea è rossa.

Dalla Figura 5 emerge come, per quanto in una posizione migliore della media italiana, a livello europeo il Piemonte non spicca tra i paesi a più alta formazione digitale dei propri abitanti. Se le competenze digitali (di base e non) sono leggermente superiori al dato europeo, le competenze software affossano il ranking della nostra regione: oltre l’85% degli intervistati dichiara di non aver mai usato software quali Word o Excel, o software per l’editing di foto, video o di file audio.

Competenze digitali avanzate: in Piemonte il 2.6% delle lavoratrici è specialista nel campo ICT, ma sono ancora pochi i laureati ICT


Figura 6: grafico a dispersione con i valori degli indicatori della sottodimensione Competenze Digitali Avanzate per le regioni italiane. Sull’asse delle ascisse l’indicatore di presenza sul territorio di specialisti ICT, su quello delle ordinate la percentuale di specialisti ICT di sesso femminile. La grandezza dei puntini è proporzionale alla quota di neolaureati in materie ICT sul totale (ripartiti in base alla regione di residenza). Le regioni sono colorate in base al loro gruppo NUTS 1: Nord-Ovest in verde, Nord-Est in giallo, Centro in azzurro, Sud in rosso, Isole in viola.

Come si può notare in Figura 6, la presenza nel tessuto lavorativo di specialisti ICT è accompagnata positivamente dalla presenza di donne nel settore, pur essendo questa generalmente più bassa rispetto a quella maschile.
Il Piemonte si colloca nelle prime posizioni del cluster centrale italiano, ma è ancora lontano dalla coppia di testa formata da Lombardia e Lazio. Il Lazio, in particolare, guida la classifica, con ben il 6.6% dei lavoratori e il 4.6% delle lavoratrici occupati nel campo ICT. In Piemonte, invece, il 3.6% dei lavoratori è occupato nel settore ICT, contro un 2.6% delle lavoratrici.
Risulta dunque evidente una forte concentrazione del comparto ICT in un numero ristretto di regioni, con al contrario una debole presenza nelle regioni del Sud Italia, dove la quota degli specialisti in ICT si colloca quasi sempre al di sotto del 2% della forza lavoro.
Stride dunque il dato sulla quota di laureati in ICT, che vede le regioni del Sud tra quelle che mostrano i valori più alti: evidentemente le realtà produttive locali non sono in grado di raccogliere l’elevato capitale umano dei propri residenti più giovani. Si tratta peraltro, rileggendo i dati in Figura 1 sotto una nuova luce, di regioni in cui sembra essere meno diffusa la cultura del digitale.



Figura 7: grafico a barre con i valori dell’indicatore di competenze digitali avanzate nei paesi europei e nella regione Piemonte (evidenziata)
 

Dalla Figura 7 si vede come il Piemonte raggiunga un valore dell’indicatore pesato di competenze digitali superiore alla media europea e in linea con i principali paesi europei. Si nota, in particolare, un’ottima performance rispetto alla presenza femminile nel comparto ICT, mentre la quota di specialisti ICT è nella media europea e quella dei laureati nel settore ICT è decisamente esigua rispetto a quelle che emergono nel panorama europeo: siamo agli ultimi posti insieme a Belgio e Portogallo, ed è un problema che accomuna tutte le regioni del nostro paese.

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(1) Nota tecnica: Le elaborazioni dell’Osservatorio Digitale potrebbero differire da quelle di Eurostat per le diverse tecniche di arrotondamento adottate. 
(2) La ricostruzione di questo indicatori a livello regionale, come per gli altri della dimensione “Human Capital”, partendo dalla metodologia Eurostat-DGConnect, è stata possibile grazie ai dati disaggregati dell’Indagine multiscopo sulle famiglie del 2019. Pur prendendo atto dell’elevato divario tra i dati nazionali e quelli regionali rispetto alle competenze software, l’attendibilità e l’anno di aggiornamento della fonte dati, ha fatto portato alla decisione di mantenere il dettaglio regionale, nonostante questo generi squilibri nel ranking.




 

Il Piemonte di fronte alla sfida del "Divario Digitale Culturale"

 
Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.

L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo  0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.

Per l’elaborazione del digital index OICT 2018 si è cercato, oltre ad adattare l’indice DESI Europeo alla dimensione regionale per un’analisi del posizionamento piemontese, di reperire il più possibile fonti a copertura di tutte le regioni italiane, per poter effettuare un’analisi comparata tra le Regioni Italiane. Il Digital Index risulta quindi composto da 34 indicatori, di cui per 16 è stata recuperato il dato per tutte le Regioni Italiane. Per altri 10 invece è stato reperito il dato solo per la Regione Piemonte.
 

La fruizione di contenuti informativi in rete (quotidiani ad esempio o siti di informazione) vede primeggiare, a livello Italiano, il Molise, che però nel panorama europeo si trova solamente in 29° posizione (con valori simili alla Francia) rispetto ad una abitudine più diffusa di consultare notizie on-line, dimensione in cui le regioni Italiane occupano in generale, tutte, le ultime posizioni, come purtroppo si è già riscontrato per altri fenomeni.

Un comportamento più disomogeneo tra le Regioni si trova invece per quanto riguarda le attività ludiche: la fruizione di musica, video e giochi on line è marcatamente più diffusa in Campania, Toscana, Lombardia, mentre in altre regioni, come Sicilia e Trentino, tarda ad affermarsi; a livello europeo sono i paesi del Nord ad occupare le prime posizioni, ed i paesi dell’Est Europa ad occupare le ultime. Molto probabilmente, oltre a propensioni dovute a diverse abitudini ed elementi di contesto, la disponibilità di banda fissa e mobile adeguata incide sulla reale possibilità di fruire di tale tipologia di contenuti.


Figura 15. Digital Index OICT 2018 – Attività on-line della popolazione, confronto tra Regioni, indici


Contrariamente ai luoghi comuni invece il comportamento degli Italiani sui social network si rivela meno pervasivo del panorama Europeo: le Regioni italiane si trovano in generale nella seconda parte della classifica dei più “social”: punteggi più elevati per Emilia Romagna e Marche (20° posizione, con valori simili a Lituania ed Estonia), propensione meno elevata per Puglia e Calabria. 

Performances ancora peggiori, ad eccezione di alcuni virtuosismi, per l’utilizzo on-line di servizi che prevedono transazioni (servizi bancari ed e-commerce), rispetto a cui i canali elettronici non sono ancora riusciti ad acquistare la fiducia necessaria per affiancare almeno i canali tradizionali,  soprattutto nel gruppo di regioni in cui abbiamo già visto accompagnarsi un basso livello di competenze digitali: Sicilia, Calabria e Campania occupano gli ultimi posti in Europa per la diffusione dell’home banking, e di pari passo non mostrano buone performance nel campo dell’e-commerce, nonostante questo abbia riscontrato una diffusione crescente. Un gruppo di Regioni invece (Veneto, Friuli ed Emilia Romagna), pur non registrando punteggi elevati in quanto a diffusione dei servizi bancari on-line, occupano invece i primi posti in Europa nell’e-commerce, insieme al Regno Unito, Svezia e Danimarca. Queste 3 regioni sono proprio quelle, guardando i dati complessivi, che mostrano, rispetto alle altre regioni italiane, una maggiore propensione generale della popolazione a svolgere attività in rete. Sono anche, non potrebbe essere diversamente, tra le regioni con disponibilità più elevate di connettività.

E sul fronte delle competenze digitali?

I laureati 2016 in Italia rappresentano il 4,8% della popolazione in età 20-29: in termini assoluti grossa parte di essi risiede in Lombardia, Campania e Lazio; in termini relativi (rispetto alla popolazione in età 20-29 quindi) si vedono alcuni regioni primeggiare: Molise, Abruzzo, Basilicata e Marche scalano la classifica.



Figura 10. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (valori assoluti, fonte Miur)


Figura 11. Digital Index OICT 2018 – Laureati 2016, confronto tra Regioni (% su popolazione 20-29 anni, fonte Miur)


Se si effettua un carotaggio sui diversi gruppi di lauree, quali le lauree STEM, ovvero tutte quelle che si possono ricondurre ad un ambito tecnico-scientifico, il fenomeno si ripete: Abruzzo, Basilicata, Marche e Molise ripetono il loro primato, seguiti da Umbria e Lazio, con valori superiori al 3% della popolazione 20-29 anni; accanto ad Abruzzo e Basilicata, con valori di circa il 57% del totale dei laureati abbiamo Emilia Romagna e Piemonte. Chiudono la classifica invece Valle D’Aosta, Sardegna e Sicilia.
Con questi numeri le Regioni Italiane nel complesso, per la dimensione dei laureati STEM, occupano, tutte, le ultime posizioni della classifica europea.

Ma basta la laurea per favorire le competenze digitali di una regione? Se si esamina invece il fenomeno delle competenze digitali nel suo complesso, rispetto ad anni precedenti le performance di Italia e di molte regioni sono peggiorate rispetto ad un panorama europeo in cui invece ci sono stati significativi progressi.

 


Figura 14. Digital Index OICT 2018 – Competenze Digitali, confronto tra Regioni, indici


Dal grafico emerge chiaramente una complessiva arretratezza per un gruppo di regioni: Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Come abbiamo già visto il Molise però, insieme all’Abruzzo, ed alla Basilicata (la Basilicata si dimostra la migliore in Europa, con la sua 27° posizione) ha anche i più alti valori di Laureati in discipline tecnico-scientifiche, che evidentemente non sono stati sufficienti ad incidere su comportamenti e professionalità nella Regione. Vi è poi un gruppo di Regioni più performanti in termini di utenti Internet e professionalità digitali, con l’emergere del Lazio, seguito a distanza dalla Lombardia (rispettivamente 3° e 7° posizione in Europa), che fungono da concentratore su questi 2 tipi di dimensioni.
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