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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Pubblica Amministrazione

ICT nella PA piemontese: il quadro al 2018


Di cosa si tratta? La “Rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche amministrazioni” (indagine ICT nella PA) analizza la diffusione e il grado di utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni locali (PAL). Il questionario 2018 è suddiviso in sei sezioni riguardanti: informazioni strutturali e organizzative dell'ente, dotazioni tecnologiche e utilizzo di reti e connessioni, informatizzazione delle attività, utilizzo di servizi telematici per l'acquisto di beni e servizi, utilizzo di open data e riuso del software, livello di disponibilità dei servizi offerti sul sito web, introduzione di innovazioni tecnologiche avanzate e fattori che hanno inciso sul processo di trasformazione digitale dell'Amministrazione.

Chi ha coinvolto? Le pubbliche amministrazioni locali piemontesi, nello specifico: Comuni e Unioni montane di Comuni, Comunità montane, Province e Regione Piemonte. Sono stati intervistati 1273 enti e il tasso di risposta è stato del 93.5%.

Cosa emerge? continua a leggere per scoprire i risultati principali dell’indagine, oppure scarica l'intero report cliccando qui.

I fattori abilitanti: capitale umano e dotazioni ICT

Capitale umano e dotazioni fisiche sono gli ingredienti più importanti per ottenere servizi digitali di qualità da parte della Pubblica amministrazione. Guardiamo più nel dettaglio cosa succede sul territorio piemontese.

Più formazione ICT in Regione Piemonte che nelle altre PAL piemontesi.
La quota di dipendenti in servizio presso le PAL piemontesi che svolgono prevalentemente attività relative all’informatica e alle tecnologie dell’ICT è pari 2.33%. 

Nel 2018 quasi il 10% dei dipendenti delle PAL piemontesi hanno partecipato a formazione ICT, ma gran parte di questi sono da attribuire all'ente Regione Piemonte (non considerata in tabella). Il resto delle PAL piemontesi mostra invece una quota di partecipanti del 4.31%. Solo le PAL vercellesi raggiungono una quota di partecipanti a formazione ICT che supera il 10%, mentre questa si abbassa drasticamente in quelle province in cui la quota di personale che svolge attività incentrate sull’ICT è maggiore (Biella, Verbania ed Asti). Nella mappa, in giallo, sono riportate le amministrazioni comunali che hanno dichiarato la presenza di almeno un dipendente che abbia partecipato ad attività formative in materia di tecnologie ICT. Si nota una concentrazione delle attività formative nei comuni più importanti e popolosi, mentre sono coinvolti solo una manciata di comuni dell’arco alpino, perlopiù limitrofi.
 

Connessione ad Internet lenta: meno del 7% delle PAL con fibra ottica.
Le tipologie di connessione ad Internet più frequenti delle amministrazioni piemontesi sono la fissa DSL e Radio: entrambe sono presenti in oltre il 50% delle amministrazioni intervistate. Ben più rare invece le connessioni tramite fibra ottica: del tutto assenti in provincia di Asti, solo in provincia di Torino si rinviene una quota di amministrazioni connesse tramite fibra superiore al 10%. In generale si nota una concentrazione delle connessioni tramite fibra ottica nei comuni più popolosi ed importanti, ossia i capoluoghi di provincia e le aree urbane limitrofe. 
 




Nella tabella sotto, le amministrazioni connesse sono suddivise per fasce di velocità di download offerta contrattualmente dal fornitore. Si nota una forte maggioranza di amministrazioni connesse ad una velocità inferiore ai 30 Mbit/s: sono quasi l’80% delle PAL. Nella mappa, in scala di rosso decrescente, sono rappresentate quelle amministrazioni comunali che non raggiungono una connessione a 30 Mbit/s, in scala di blu crescente, invece, i comuni che sono connessi ad oltre 30 Mbit/s. Si nota un mosaico variegato, con una generale lentezza di connessione alla rete Internet che non risparmia nemmeno i comuni di pianura.

La digitalizzazione interna della PA

Qual è lo stato della digitalizzazione di procedure e applicativi interni alla PA? di seguito un focus sull'informatizzazione delle attività delle PAL, sull'utilizzo dei servizi di cloud computing e sul ricorso all'e-procurement.


 

Attività delle PA sempre più informatizzate, ma il cloud fatica a prendere piede.
Rispetto alle 16 attività proposte all’interno del questionario, le amministrazioni piemontesi non adottano alcun tipo di informatizzazione nell’8% dei casi (oltre il 10% nella sola provincia di Asti). Quando le attività sono informatizzate, solitamente è previsto l’utilizzo di applicazioni specifiche e di database con la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di procedure, strumenti tecnologici e basi dati (in tutte le province si osserva un valore medio che supera il 50%, nel caso delle province di Torino, Novara e Biella questo supera il 60%). Meno diffuse sono invece le soluzioni di informatizzazione in locale e di informatizzazione con l’utilizzo di applicazioni comuni quali quelle di office automation.

Si è rilevato un timido ricorso ai servizi di cloud computing (mediamente usato dal 28% degli enti intervistati), che si fa più deciso nelle province di Novara e di Torino dove supera rispettivamente il 35% e il 39%. I risultati differiscono se si guarda alle amministrazioni più importanti: oltre l’83% dei comuni con più di 25.000 abitanti dichiara di utilizzare il cloud computing. Questo, verosimilmente, perché molti servizi Cloud richiedono una connessione ad Internet veloce, che è prerogativa dei comuni più popolosi (vedi distribuzione fibra ottica).
Sono state 905 (pari al 76.1% del totale) le amministrazioni locali piemontesi che hanno dichiarato di aver acquistato beni e servizi attraverso strumenti di e-Procurement. Anche qui il fenomeno è fortemente influenzato dalla dimensione dell’ente: siamo al 60% per i comuni sotto i 500 abitanti, mentre tutte le città piemontesi con oltre 25.000 abitanti hanno utilizzato strumenti di e-procurement. 
 

I prodotti e i servizi digitali della PA

Alta interattività dei servizi online? Uno su quattro.
Nella mappa che segue un indicatore che misura la quota di servizi che mostra un livello di disponibilità online alto, rappresentato in scala di blu crescenti. Si nota un basso livello di interattività generalizzato in tutte le province: un comune piemontese riesce mediamente a garantire un alto livello di interattività solo per un quarto dei servizi di sua competenza e forniti online. La situazione è uniforme in tutte le province e, anche guardando alla variabile demografica, non si riesce a identificare un trend chiaro (solo i comuni con oltre 25.000 abitanti si distinguono con un 50% di servizi forniti con alto livello di disponibilità online). I livelli di interattività dei servizi sono mediamente più bassi nelle vallate alpine, con la Val Susa unica eccezione.
Tra i servizi forniti ad un livello di interattività più alto rientrano quelli legati all’edilizia e alle attività produttive.



 
Meglio i free wi-fi degli open data.
Dalla prima mappa si evidenzia che quello dei free wi-fi è un servizio diffuso sul territorio regionale (in totale si contano 1705 unità), specialmente nei comuni dell’arco alpino dove gli hotspot vengono forse visti come un mezzo per supplire ai bassi livelli di connettività della rete mobile e per permettere ai turisti di navigare senza costi.
Meno diffusa sul territorio regionale sembra invece la cultura degli open data. La provincia più virtuosa risulta essere Asti, dove oltre il 40% degli enti rispondenti rende disponibili open data, a seguire Cuneo e Torino. L’ottimo risultato della provincia di Asti può essere in parte attribuito all’iniziativa della Provincia, che ha creato un portale per la pubblicazione dei dati open da parte dei Comuni e che si pone come offerta aggiuntiva rispetto al portale regionale. La mappa sottolinea poi una marcata differenza di adesione alle campagne sull’open data tra comuni di pianura e comuni di montagna.



 

Pubblicato in Canali