Osservatorio ICT Piemonte

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Pillole

 

L’Italia raggiunge una buona posizione sulla tematica degli Open Data posizionandosi all ottavo posto nella classifica europea e un punteggio dell’11% superiore alle media, raggiungendo l’eccellenza nello sviluppo di prodotti e servizi a supporto del settore pubblico, dell’ambiente e della società.

A livello generale si segnalano alcune criticità strutturali relativi alle caratteristiche dei portali:

·         mancanza di sistemi automatizzati di caricamento dati
·         carenza di sistemi di ricerca sui dati interni complessi
·         mancanza di aderenza alla specifica DCAT-AP
·         limitato numero di servizi economici basati sugli Open Data

Per quanto riguarda il Piemonte, si può affermare che l’utilizzo della piattaforma YUCCA e il portale dati.piemonte, facilitano e permettono di automatizzare il caricamento e l’aggiornamento dei dati, di ricercare dati interni e aderire completamente alle specifiche DCAT-AP. Proveremo presto, ispirandoci alla metodologia Europea, a realizzare una versione "Locale" dell'Open Data Maturity Index, per verificare in base a parametri oggettivi la posizione del Piemonte in Italia e in Europa.

Per approfondire il tema visita la pagina dedicata.


Una diversa distribuzione dei fattori abilitanti: sembra essere questo a spiegare meglio la diversa capacità di fornire prodotti e servizi digitali da parte delle pubbliche amministrazioni locali piemontesi. Lo scarso ricorso alla formazione ICT e la lentezza nella connessione ad Internet accomunano i piccoli comuni, in particolare quelli localizzati in aree montane e marginali.

Cosa ne consegue? I primi risultati dell'indagine rivelano un buon livello di informatizzazione delle attività, ma spesso non ci si affida agli strumenti digitali più innovativi: i servizi di cloud computing vengono utilizzati dal 28% degli enti intervistati, con una prevalenza di utilizzo da parte dei comuni più grandi. Anche la fornitura di servizi online è ormai una pratica comune, ma risulta che solo 1 servizio online su quattro di competenza dei comuni viene fornito con un livello di interattività alto.


Per saperne di più: http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/pa.html

Il DESI Index (The Digital Economy and Society Index) è l’indice europeo utilizzato per riassumere la performance digitale dei paesi europei e prende in considerazione le 5 dimensioni chiave della digitalizzazione: Connettività, Utilizzo di Internet, Competenze Digitali, Integrazione delle tecnologie digitali e Servizi Pubblici digitali. Il valore del DESI Index 2018 a livello Europeo è di 0,54.


L'Osservatorio Digitale Regionale ha adeguato il metodo europeo di calcolo del DESI alla dimensione regionale: il valore del Digital Index 2018 elaborato in tal modo per il Piemonte è 0,47, in aumento rispetto allo 0,44 del 2017: il Piemonte si colloca al di sopra del dato italiano, ma distante dal dato europeo. L'Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,44, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell'UE, in posizione stabile rispetto all’anno precedente.


La situazione del Piemonte risulta caratterizzata da luci ed ombre: rispetto all’anno precedente, il Piemonte recupera posizioni rispetto alla media italiana nella dimensione della connettività, mentre ne perde nella dimensione relativa alle competenze digitali, che è accompagnata da valori non ancora adeguati per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte dei cittadini.



Per saperne di più: http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/agenda-digitale.html

Per un focus sulle dimensioni che riguardano le competenze digitali e l'uso di internet visita la sezione http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/cittadini.html
Per un approfondimento sulla diffusione della rete visita invece http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/rete.html 

 

L'AgID ha annunciato la pubblicazione online dei dati aggiornati relativi al sistema di monitoraggio di alcuni progetti nazionali che rientrano nel Piano Crescita Digitale a favore di amministrazioni, cittadini e imprese.

La dashboard di monitoraggio consente di monitorare dati e cifre relativi al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), PagoPA (Il sistema di pagamenti elettronici per la PA), Fatturazione Elettronica, Open Data (i dati aperti della PA), FSE (Fascicolo sanitario elettronico), ANPR (Anagrafe nazionale popolazione residente), Digital Security (CERT-PA, gestione della sicurezza informatica per la PA).

https://avanzamentodigitale.italia.it/it/dati-degli-indicatori-di-trasformazione-digitale

Diritti e cittadinanza digitale
E' on line fino al 27 maggio 2017 una consultazione per  conoscere e valutare la percezione dei cittadini in merito ai diritti e alla cittadinanza digitale.
L'obiettivo è quello di per poter fornire supporto alle Amministrazioni Pubbliche nella definizione di politiche volte a rimuovere gli ostacoli che impediscono o rallentano la piena affermazione dei diritti digitali
L'iniziativa è promossa dall’Open  Government  Partnership  (OGP), un’iniziativa  multilaterale  dei  Governi  per  la  promozione  di politiche innovative che rendano  le istituzioni pubbliche più aperte e responsabili,  realizzando  la  trasparenza  della  pubblica  amministrazione,  la lotta  alla  corruzione e i principi della  democrazia  partecipata.

Partecipa rispondendo al questionario on line
 

A fronte di un continuo miglioramento della dotazione e degli utilizzi delle ICT da parte delle imprese piemontesi, esiste un impiego potenziale delle tecnologie non ancora sfruttato che se fosse stato già in precedenza portato a valore avrebbe potuto contribuire a contrastare alcuni effetti negativi della crisi.
Allo scopo di offrire elementi di riflessione sulle modalità di valorizzazione dei vantaggi ICT-related, la discussione si sofferma su tre aspetti: la consistenza dei settori innovativi innovazioni, le interazioni tra imprese a PA, la penetrazione delle ICT nel comparto agricolo e nelle imprese artigiane.

Nell’ipotesi che nei diversi settori innovativi le ICT costituiscano un riferimento fondamentale, dal lato sia del processo produttivo, sia del prodotto, sono stati identificati i seguenti aggregati settoriali: l’Information and Communication Technology (ICT), l’Industria dei Contenuti Digitali (CD) e l’High-Technology (HT). Questi tre aggregati presentano un’area di sovrapposizione, Innovation Core (IC), che, può essere considerata il “nocciolo duro” dell’innovazione del sistema produttivo piemontese. Rispetto al totale dell’economia, questi aggregati rivestono un peso relativamente modesto, tra lo 0,2% e il 4% per quanto riguarda le imprese e tra l’1 e il 3,5% per quanto riguarda gli addetti. Se, poi, si considerano l’insieme di tutti gli aggregati, esso rappresenta circa il 6% del totale regionale.


Un confronto dei dati di dimensione e di fatturato riferiti a questi aggregati, nel periodo 2008-2010, rivela, se raffrontati all’andamento del complesso dei settori regionali, alcuni segnali positivi. Questi appaiono relativamente più marcati nell’aggregato HT manufacture, per quanto riguarda il fatturato e nell’HT Knowledge Intensive Service per quanto attiene alle imprese e agli addetti.

 

Guardando più da vicino la penetrazione delle ICT nelle aziende agricole emerge un ritardo preoccupante del settore. Nel 2010, il 9% delle aziende agricole è informatizzato (possiedono almeno un PC) e solo il 4% usa Internet (percentuale che aumenta tuttavia un po’ per le aziende localizzate in aree collinari). Il grado di informatizzazione risulta maggiore nell’ambito dei servizi amministrativi (7% delle aziende), decisamente più basso nella realizzazione delle attività proprie del settore (coltivazioni e allevamenti, tra il 2 e il 3% delle aziende), praticamente inesistente per le attività di e-commerce.

Una situazione più positiva si osserva fra le imprese artigiane dove nel corso degli ultimi  anni si è assistito ad un progressivo adeguamento  agli standard minimi richiesti dal mercato. Nel 2012, il PC è presente nell’85% delle aziende e la connessione a Internet è disponibile nell’82%; quasi il 40% delle imprese possiede un proprio sito web.
L’informatizzazione delle relazioni aziendali esterne interessa soprattutto i rapporti con le banche  (55%). Il 38% delle aziende utilizza la rete nei rapporti di fornitura e il 33% per interagire con i clienti. Solo il 20%, infine, dialoga online con gli enti pubblici (valore decisamente inferiore a quello rilevato, nell’ultima indagine condotta dall’Osservatorio con riferimento alle imprese con più di 10 addetti), ma in rapidissima crescita dal 2006.
Considerando le variazioni di questi indicatori nel periodo 2006-2012, è interessante osservare come il processo di appropriazione di Internet da parte delle imprese artigiane sia stato più incisivo nelle relazioni di filiera, più direttamente coinvolte nell’attività produttiva (clienti e fornitori) che nei rapporti con gli istituti bancari. Da rilevare, infine, il fatto che il processo di adeguamento tecnologico appare relativamente più veloce nei primi anni di manifestazione della crisi (2009-2010). Da questo punto di vista, si potrebbe avanzate l’ipotesi che proprio la crisi abbia innescato un’accelerazione dell’adeguamento.
La Fondazione Torino Wireless ed il Polo d’Innovazione ICT svolgono attività e mettono a disposizione servizi di supporto alle imprese piemontesi attive nei settori dell’informatica, dell’elettronica e delle telecomunicazioni con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo industriale e rafforzarne il potenziale di  innovazione.

I dati presentati nel rapporto sono il risultato delle attività di supporto svolte nel periodo 2008-2012 nei confronti delle imprese che aderiscono alle  iniziative proposte, e non rappresentano quindi un campione di rilevanza statistica adeguato al punto da poter fare generalizzazioni. Raccolti attraverso un’intervista diretta al management dell’impresa, i dati alimentano un database delle  attività aziendali,  collegato  al  database (AIDA) che contiene i dati di bilancio.

La fotografia del settore ICT piemontese restituisce un quadro di un tessuto imprenditoriale composto principalmente di imprese situate, per la maggior parte (l’85%) nella provincia di Torino. Dopo quella di Torino, è la provincia di Cuneo quella più rappresentata, con circa il 5,5% delle imprese. In totale si tratta di circa 1.400 imprese attive sul territorio, di circa 800 di queste si hanno informazioni relative all’andamento di bilancio. 

Il Distretto è costituito in maggioranza da imprese con meno di 10 dipendenti, per circa un terzo da piccole imprese e per circa il 14% da medie imprese. Le grandi imprese sono il 2% del totale, ma hanno rilevanza in campo nazionale e internazionale. Le specificità del distretto consistono nello sviluppo software e nei servizi IT collegati (consulenza e system integration), nell’offerta di prodotti software (sistemi gestionali e de gestione amministrativa) e, in ambito hardware, nella progettazione.

Le competenze più diffuse riguardano la system integration, la gestione dei processi aziendali e la business intelligence, lo sviluppo di applicazioni web, l’automazione industriale e le telecomunicazioni.
Per quanto riguarda l’andamento economico nel periodo 2008-2012, il fatturato del distretto risulta in ripresa per le micro e le piccole imprese, che hanno saputo intercettare le pur limitate opportunità offerte dal mercato, in tenuta per le medie imprese, che solo nell’ultimo anno sono tornate a esprimere valori analoghi a quelli del 2008, e in ripresa anche per le grandi imprese, che però non possono dirsi ancora ritornate a livelli del periodo precedente.

Analoghe osservazioni si possono fare anche per la redditività delle imprese, misurata attraverso il Margine Operativo Lordo anche se quest’ultimo indicatore mette in luce una più rapida ripresa delle grandi imprese.

Nel complesso, il territorio si presenta piuttosto solido in termini di presenza di imprese e di competenze anche se non riesce a sfuggire agli effetti negativi della congiuntura economica globale. Le  imprese più piccole, in particolare, mostrano  segnali di ripresa incoraggianti. Forse proprio l’elevato numero di attività economiche costituisce uno dei punti di forza del territorio, mentre la dimensione media contenuta rappresenta, per un settore che richiede capacità di investimento, un punto di debolezza, che solo in parte viene controbilanciato dalla flessibilità.

Le politiche a sostegno dell’innovazione sul territorio sembrano andare incontro agli interessi dei privati e aiutarli nello sviluppare significativi risultati, soprattutto in termini di collaborazione tra imprese e rafforzamento delle relazioni tra imprese e centri di ricerca, oltre che nel finanziamento delle attività di ricerca e innovazione.



 Pubblichiamo in allegato un elenco della principale documentazione inerente la Digital Agenda.
I dati prodotti e rilasciati dalla pubblica amministrazione (PSI) sono assurti all’interno del dibattito pubblico a potenziale motore di sviluppo per l’economia regionale e nazionale.
Nonostante le rosee aspettative ed il fervente impulso proveniente dalla comunità scientifica, la mancanza di un quadro di riferimento circa i meccanismi di creazione, veicolazione e appropriazione del valore in questo ambito rende tale potenziale ancora largamente inespresso.
Lo studio esplorativo condotto dall’Istituto Superiore Mario Boella per conto dell’Osservatorio ICT della Regione Piemonte esamina i modelli di business emergenti nel riuso dell’informazione pubblica: la ricerca, raccogliendo ed elaborando gli esiti provenienti da casi di studio condotti su scala internazionale, propone una visione d’insieme dell’ecosistema PSI-centrico giungendo all’estrapolazione di alcune indicazioni di policy tese a chiarire come il dato pubblico possa trasformarsi in elemento propulsivo per lo sviluppo socio-economico.

Per approfondimenti leggi il Policy Brief o lo Studio Completo
Dopo una infrastrutturazione del territorio regionale quasi completata (96% dei territori dei Comuni è coperto con LB, il 98% dei Comuni ha la PEC), è tempo per i Comuni proseguire nell’opera di appropriazione delle ICT.
Il 98% dei Comuni ha sito Web istituzionale, il 75%dei siti comunali offre almeno la modulistica per la fruizione dei servizi.
In generale i siti web sono adeguati alla normativa, ma presentano ancora bassi livelli di interattività; il servizio più diffuso è l’autocertificazione anagrafica, il servizio a maggiore interattività più diffuso on-line è il pagamento ICI, seguito dal pagamento mensa scolastica.
E’ elevato l’interesse dei Comuni per i temi relativi al risparmio energetico, alla dematerializzazione del processo di approvvigionamento pubblico, ed alla possibilità di rendere disponibili i propri dati per far fronte alle richieste degli utenti.
Dai Comuni emerge anche forte il  fabbisogno di formazione ICT; l’informatizzazione dei servizi di back office è legata alla gestione in autonomia delle funzioni ed è quindi maggiore per le attività fondamentali nella vita dell’Ente.

Solamente il 29% circa delle imprese piemontesi è stato in grado di migliorare i propri processi organizzativi grazie all’adozione delle ICT. Nello specifico, guardando all’impatto organizzativo degli investimenti in ICT effettuati tra il 2007 e il 2010, si osserva come tra i benefici più diffusamente percepiti vi siano miglioramenti di efficienza nelle attività di produzione di beni e servizi (11,2% delle imprese piemontesi) e nella gestione delle relazioni di mercato con clienti e distributori (12,27% delle imprese piemontesi), mentre sono meno frequenti i miglioramenti ottenuti in ambiti quali lo sviluppo prodotto (7,73% delle imprese piemontesi) e la crescita nei volumi di fatturato dovuti all’entrata in nuovi segmenti di mercato o a una maggiore penetrazione delle aree di mercato in cui le imprese sono presenti (8,8% delle imprese piemontesi).

Le PMI (Piccole Medie Imprese) piemontesi mostrano segnali di cronico ritardo nell’adozione di ICT. Tuttavia, a modificare tale situazione ci si attende contribuisca la diffusione in atto del paradigma del cloud computing, insieme all’offerta di sistemi gestionali in modalità “as a service”. Per le tecnologie più mature ERP, le modalità di distribuzione “as a service” registrano infatti una diffusione maggiore nelle PMI (5,8% nelle medie imprese ed il 10,7% nelle piccole imprese) che nelle grandi imprese (5,9%), dove si riscontrano maggiori tassi di adozione di soluzioni “as a service” per ambiti applicativi quali CRM (5,6%) e SCM (5,6%).
Questi dati evidenziano che gli applicativi distribuiti attraverso il cloud hanno avuto (e avranno sempre più in futuro) un ruolo centrale nel favorire un ampliamento del portafoglio di ICT delle imprese grazie alla loro capacità di ridurre l’investimento iniziale della tecnologia. Nello specifico, la diffusione di sistemi informativi distribuiti in modalità “as a service” nel 2010 interessa circa il 10% delle imprese piemontesi.

L'adozione delle ICT presso le imprese piemontesi negli ultimi anni non ha subito accelerazioni:
•    i sistemi gestionali di tipo Enterprise Resource Planning (ERP) sono ormai largamente diffusi (circa 40% delle imprese), anche a seguito del fatto di essere stati i primi applicativi ad essere commercializzati in soluzioni “pacchettizzate” anche per il mondo delle PMI;
•    i sistemi di Customer Relationship Management (CRM) registrano una diffusione molto più limitata (in media il 20% circa delle imprese), e sono più diffusi tra le imprese del macrosettore “Servizi Informativi” (es. software e servizi ad esso correlati, servizi professionali), coerentemente con il fatto che è questo comparto ad essere il più veloce nel adottare nuove tecnologie e che l’adozione di CRM segue solitamente l’introduzione di sistemi gestionali di tipo ERP;
•    i sistemi a supporto di relazioni di filiera ed utilizzati nelle attività di sviluppo prodotto, spesso condotte in collaborazione con alcuni partner di filiera, registrano una bassa diffusione (rispettivamente 7% e 12,4%), principalmente circoscritta alle grandi imprese.
Le caratteristiche del settore in cui le imprese piemontesi operano influenzano l’ottenimento di miglioramenti in aree strategiche quali l’innovazione di prodotto e delle relazioni con i clienti, ed i ritorni economici degli investimenti in ICT: in ambienti più stabili e quindi meno turbolenti si osservano maggiori miglioramenti e maggiori ritorni economici degli investimenti in ICT - misurati in termini di redditività del capitale e di produttività del lavoro.
Gli investimenti in ICT effettuati dalle imprese piemontesi nel 2010 si attestano su livelli molto bassi (circa il 2% del fatturato). Guardando alle cause di tale fenomeno emerge come non sia solamente un problema di recessione economica a frenarne la domanda, ma contribuiscono pesantemente due altri principali fattori: 1) la bassa importanza che manager ed imprenditori attribuiscono alle ICT, le quali dovrebbero essere viste dagli stessi come una leva strategica per migliorare la competitività delle imprese di cui fanno parte (solamente il 7,9% delle imprese le vede come tali), ma vengono viste solamente come uno strumento per automatizzare attività amministrative e di controllo ad alta intensità di lavoro routinario (21,3% delle imprese piemontesi) oppure come uno strumento che ricopre una marginale importanza nella strategia aziendale (21,2% delle imprese piemontesi); 2) l’assenza di clienti industriali strategici che, per via delle necessità di coordinamento con i propri fornitori, potrebbero spingere le imprese in questione ad effettuare investimenti necessari per integrare le informazioni relative ai flussi logistici e alle attività di sviluppo prodotto.
L’adozione di forme di telelavoro si pone come un’innovazione organizzativa che risulta particolarmente diffusa tra le imprese piemontesi (il 16% delle imprese piemontesi adotta forme di lavoro a distanza). La crescita del fenomeno sembra imputabile, oltre che alla crescente diffusione della connettività ad Internet, a fenomeni di accumulo graduale di sistemi informativi (in primis applicativi di tipo ERP), e di competenze organizzative nei processi primari collegati a tali tecnologie. In alcuni settori (es. public utilities, consulenza, produzione di macchinari industriali) il lavoro a distanza è da sempre esistito, ma trova oggi nelle architetture dei sistemi informativi di tipo web-based e nella diffusione di tablet, smartphone e laptop, modalità di conduzione più efficienti sia per l’impresa che per i lavoratori.

A fine 2010 circa l’84,30% delle imprese piemontesi dispone di forme di accesso alla infrastruttura a banda larga, dato che evidenzia come il cosiddetto “divario digitale” sulle risorse infrastrutturali si sia chiuso per la maggior parte del tessuto industriale.
Solo il 6,8% delle imprese in Piemonte dichiara di non essere in grado di accedere alla infrastruttura a banda larga a seguito della sua localizzazione in aree in cui essa non è disponibile.
A queste si aggiunge un 3% circa delle imprese che afferma invece di non aver bisogno di banda larga, mentre un ulteriore 2% ritiene che il costo della tecnologia sia troppo elevato. Si tratta in entrambe i casi di imprese molto piccole (di 10 dipendenti circa), in cui manca completamente la domanda di applicativi ICT.