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Mercoledì 14 Marzo 2012 14:47

Smart data

MISURARE L'OPEN DATA NELLA REGIONE PIEMONTE:

MATURITA' OPEN DATA PER IL PIEMONTE NEL 2019


Introduzione

 
La tematica Open Data è da tempo un argomento di interesse all’interno dell’Unione Europea in quanto considerati un importante strumento per trainare lo sviluppo economico e far crescere la trasparenza all’interno delle istituzioni UE (1).

Per questo motivo l’ “European Data Portal” (2), ente preposto dalla Commissione Europea per la raccolta dei dati messi a disposizione dai diversi enti pubblici comunitari, ha realizzato l’ “Open Data Maturity Report 2019” (3), arrivato alla sua quinta edizione, grazie al quale è possibile confrontare lo stato dell’arte in materia di Open Data su tutto il panorama europeo.

Grazie alla disponibilità sia della metodologia (4) di calcolo sia dei dati parziali per i diversi paesi (5), è possibile pensare di spingere questa analisi ad un livello successivo, ovvero calcolare come il Piemonte si posizioni confrontato al contesto europeo e più nello specifico rispetto a quello italiano (si veda la nota metodologica per dettagli).


Risultati: Bene i portali, meno i progetti
 

Partendo dal contesto Europeo, si può vedere come il risultato complessivo ottenuto dal Piemonte sia molto vicino a quello italiano (Figura 1), il che va a confermare l’impegno di regione Piemonte per recepire e applicare con successo la normativa comunitaria e nazionale in tema di Open Data.


Figura 1: Open Data Maturity Score

Fonte: Elaborazioni a partire da https://www.europeandataportal.eu/sites/default/files/country_scores_2019.xlsx


Maggiori dettagli possono essere messi evidenza andando ad esaminare le quattro macrocategorie che compongono il risultato complessivo, ovvero:

  • Politiche e strategie relative al mondo dei dati aperti, mirate a favorire la loro diffusione sia nel settore pubblico sia nel settore privato;
  • Portali che ospitano i dati, i quali offrono funzioni avanzate per accedere ai dati e monitorare le necessità degli utenti;
  • Impatto che essi hanno sulla realtà che li circonda, concentrandosi sul ri-utilizzo dei dati per realizzare prodotti o servizi che impattino sul settore pubblico o su tematiche sociali, ambientali o economiche;
  • Qualità dei dati aperti, garantita sia dal rispetto di standard di metadatazione come il DCAT-AP sia dal livello di dettaglio dei dati pubblicati sui portali (6);

L’analisi di queste voci, ottenuta mettendo a confronto i risultati del Piemonte con quelli dell’Italia, è rappresentata dalla figura seguente:

 

Figura 2: Confronto Piemonte-Italia sulle quattro macrocategorie analizzate



Fonte: Elaborazioni a partire da https://www.europeandataportal.eu/sites/default/files/country_scores_2019.xlsx
 
 

A trainare i risultati del Piemonte sono la Qualità dei dati aperti e soprattutto il sistema di Portali che ospitano quei dati, in particolare:

  • La Qualità dei dati è stata fortemente favorita dalla miglior implementazione della normativa DCAT-AP (+29,41% rispetto al risultato nazionale) e dall’attenzione ai sistemi di metadatazione e alle licenze (+15,63%), attenzione visibile sul portale Dati Piemonte (7), dove per ogni dataset presente viene indicata la tipologia del dato, il formato dello stesso e la licenza con cui viene messo a disposizione;
  • Il Portale su cui i dati vengono ospitati è risultato più performante di quello nazionale grazie alla sua maggiore sostenibilità nel lungo termine (+26,67%), ottenuta grazie alle iniziative per farlo conoscere e per migliorarlo (anche grazie ai feedback dagli utenti). Di pregio è stato anche il risultato relativo alle Feature del portale (+14,58%), le quali cercano sia di venire incontro alle specifiche richieste degli utenti, sia di fornire sistemi efficaci per trovare efficacemente i dataset presenti sul portale (8);

Meno brillanti invece sono i risultati relativi alle altre due macrocategorie, ovvero le Politiche e le strategie relative al mondo dei dati aperti e l’Impatto che essi hanno sulla realtà che li circonda. Anche in questo caso di interesse risulta dettagliare meglio quali elementi siano la causa di questi risultati:

  • Le Politiche e le strategie per l’implementazione degli Open Data sono purtroppo tuttora limitate, questo è principalmente a causa della mancanza di un’analisi economica che consenta alla regione Piemonte di mappare i costi marginali di accesso ai dati presenti (-19,05% rispetto al risultato nazionale), il che consentirebbe di avere un’importante indicazione dei benefici che delle politiche mirate possono produrre;
  • L’Impatto che i dati aperto possono avere sul territorio sono l’altra lacuna del Piemonte, in quanto non vi sono sistemi di monitoraggio che consentano di individuare i progetti basati sugli Open Data che offrano servizi al settore pubblico (a differenza del contesto nazionale, che porta il Piemonte ad ottenere come risultato un -38,46% rispetto all’Italia) e all’intera collettività (con un -62,50%);

Dopo questa breve analisi relativa ai punti di forza e di debolezza del Piemonte rispetto al contesto nazionale, possiamo dire che la regione Piemonte possiede un’eccellente infrastruttura, di poco inferiore a quella di paesi come Francia e Spagna, ai vertici della classifica secondo il report sull’Open Data Maturity.

Dall’analisi di questi risultati si può inoltre consigliare la direzione verso cui muovere le politiche regionali, per allineare il Piemonte al contesto italiano ed europeo. Investire in una politica strutturata volta a realizzare e sostenere progetti che partano dagli Open Data è alla base della generazione di benessere per tutta la comunità.

Questo può essere nel concreto grazie all’introduzione di un sistema di monitoraggio ed incentivazione che parta dal controllo degli Open Data utilizzati, stimi i benefici che da essi si possano generare ed infine predisponga un ambiente favorevole all’implementazione di nuove idee e modelli.

 
Nota metodologica
 

Al fine di poter applicare in modo adeguato la metodologia di calcolo (5) si è reso necessario effettuare alcune considerazioni.

Per tenere il più possibile la comparabilità con i risultati delle diverse nazioni si è deciso di applicare le stesse metriche utilizzate per gli altri paesi, andando a considerare il Piemonte come se fosse una nazione a sé state, che gestisce autonomamente tutte le iniziative sulla tematica.

Questa ipotesi, per quanto forte, è comunque verosimile in quanto:

  • La popolazione piemontese (pari a 4.356.406 abitanti (9) ) è paragonabile a quella dell’Irlanda (che è al primo posto del report) e superiore ad altri paes analizzati come Croazia, Lituania e Slovenia (10);
  • Il modello di Governance italiano sugli Open Data è caratterizzato da un modello ibrido, che lascia una buona capacità ai diversi enti locali di coordinarsi e organizzarsi autonomamente;
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(10): https://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=tps00001

 

MATURITA' OPEN DATA PER L'ITALIA NEL 2019


Secondo le analisi dell’“Open Data Maturity Report 2019” (1) presentato a fine 2019, l’Italia raggiunge una buona posizione sulla tematica degli Open Data.
L’Italia infatti si posiziona all’8° posto nella classifica europea (2), con un punteggio dell’11% superiore alle media, con picchi di eccellenza ai massimi livelli nello sviluppo di prodotti e servizi a supporto del settore pubblico, dell’ambiente e della società.
L’interesse normativo per il tema Open Data è diventato di rilievo a partire dalla “Strategia per la crescita digitale 2014-2020” (3), dove è stato introdotto come piattaforma abilitante per la digitalizzazione dei processi della Pubblica Amministrazione, e ripreso a seguito nel “Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione” (4), dove viene evidenziato relativamente alla pubblicazione di dati aperti ed al riutilizzo dei dati.

Gli sforzi fatti a partire da questi programmi hanno consentito la nascita un buon sistema di Governance dei dati, realizzato tramite un modello ibrido, ovvero che sia composto contemporaneamente da:

  • Coordinamento centralizzato, offerto tramite le piattaforme dedicate alla raccolta a livello nazionale (5);
  • Spinta verso iniziative a livello locale, come possono essere le possibilità di accedere a database locali di dati aperti, come ad esempio quelli pubblicati dalla regione Piemonte (6), oppure l’organizzazione distribuita nel territorio di eventi, il cui maggiore consiste nella “Settimana dell’amministrazione aperta” (7);

Come già accennato in precedenza, l’impatto nei prodotti e servizi realizzati su tematiche pubbliche, ambientali e sociali è estremamente considerevole, in quanto hanno reso possibile offrire un maggior benessere ai diversi fruitori dei servizi (un esempio di ciò è il sito “Differenziata Teramo” (8), che sfrutta i dati aperti per informare sul corretto smaltimento dei rifiuti e sugli orari della loro raccolta). 
Va però detto che, a fronte di questi risultati eccellenti, rimangono presenti alcune criticità strutturali, per primi i non brillanti risultati relativi alle caratteristiche dei portali, i quali raramente sono:

  • Basati su sistemi automatizzati di caricamento dati, perciò meno idonei ad essere utilizzati attraverso API, le quali estraggono le stesse informazioni fino all’aggiornamento manuale successivo;
  • Dotati sistemi di ricerca sui dati interni complessi, come ad esempio possono essere le ricerche tramite Query SPARQL;

A questa va a sommarsi una non ottimale aderenza della specifica DCAT-AP (la quale è stata recepita ed ulteriormente dettagliata tramite la DCAT-AP_IT, specifica per il contesto italiano (9)), per la quale si rileva una buona conformità verso gli elementi obbligatori, ma lo stesso non si può dire per gli elementi consigliati e opzionali indicati dalla stessa.

Un’ultima criticità a cui tuttora non si è riusciti a porre rimedio è il limitato numero di servizi economici basati sugli Open Data, problema di particolare complessità a causa della difficoltà di quantificare il valore economico realizzato a partire dai dati aperti disponibili. Esistono però alcuni esempi virtuosi degni di nota, come il progetto “Open Data 200” (10), il quale si occupa di raccogliere, tramite questionario volontario, una serie di informazioni (nome, indirizzo, tipo di dati aperti utilizzati, fonti, ecc…) sulle aziende che adoperino i dati aperti.

Il caso italiano rappresenta perciò un esempio emblematico di quel cluster di paesi chiamati “Fast trackers”, ovvero paesi con un buon livello di maturità sul tema Open Data. Essi sono in possesso di prassi consolidate per la pubblicazione di dati aperti, che vengono messi a disposizione su piattaforme dotate di buon set di funzionalità standard disponibili per l’utente. Miglioramenti sono però richiesti per monitorare e incentivare l’utilizzo di Open Data, favorendo l’utilizzo dei dati ed i conseguenti miglioramenti nei prodotti e nei servizi a disposizione della comunità.

 
 

Open Data Maturity Score

Fonte: Elaborazioni a partire da https://www.europeandataportal.eu/sites/default/files/country_scores_2019.xlsx

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(1) https://www.europeandataportal.eu/it/highlights/open-data-maturity-report-2019-out-now

(2) https://www.europeandataportal.eu/sites/default/files/country-factsheet_italy_2019.pdf

(3) https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/documentazione/strat_crescita_digit_3marzo_0.pdf

(4) https://pianotriennale-ict.italia.it/piano/

(5) https://www.dati.gov.it/

(6) http://www.dati.piemonte.it/

(7) http://open.gov.it/saa/

(8) https://www.differenziatateramo.it/

(9) https://www.dati.gov.it/content/dcat-ap-it-v10-profilo-italiano-dcat-ap-0 

(10) https://italy.opendata500.com/



INDICATORI DI SINTESI 2017

Al fine di misurare il livello di maturità nell’Open Data nei vari Stati, a livello europeo sono stata selezionata una serie di indicatori che si pongono lo scopo di esaminare l’economia dei dati, nei suo vari aspetto: normativo, applicativo, passando per l’effettivo utilizzo che viene fatto dei dati rilasciati. Tali indicatori indagano il livello di sviluppo delle politiche nazionali nella promozione dell’Open Data, gli impatti attesi dell’Open Data a livello economico, sociale e politico, e valutare i vari aspetti che caratterizzano i portali Open Data nazionali. Tali indicatori, composti in un indice di Open Data, vanno ad alimentare il DESI INDEX, l’indice utilizzato a livello europeo per misurare la digitalizzazione dei territori.
Il punto di partenza è la capacità dell’Open Data di contribuire alla sostenibilità economica, sociale e politica di un paese, in un contesto in cui spesso le Pubbliche Amministrazioni non sono pienamente consapevoli del valore che l’economia dei dati può portare alla propria società. Gli studi condotti dal gruppo di lavoro dello European Data Portal stimano che tra il 2016 ed il 2020 il valore economico dell’Open Data dovrebbe crescere del 36,9%, fino a più di 75 miliardi di Euro nel 2020; l’Open Data ha pertanto effetti economici positivi sull’innovazione e sullo sviluppo di prodotti e servizi, sia per il settore privato sia per il settore pubblico.
 
La maturità sull’Open Data viene misurata attraverso due indicatori di sintesi:
  • L’Open Data Readiness, che definisce in che misura i Paesi sono pronti per la realizzazione della propria politica Open Data: prende in considerazione le politiche, le norme ed il coordinamento territoriale (linee guida e approccio comune), l’applicazione della Direttiva europea sul PSI e l’utilizzo che viene fatto degli Open Data resi disponibili, incluso il relativo impatto economico, politico e sociale.
  • Il Portal Maturity, che misura la fruibilità del portale per tutto ciò che concerne la disponibilità e l’accesso, il grado di riutilizzo dei dati (sia da parte di sistemi informatizzati sia in termini di disponibilità dei dataset) e la varietà dei dati disponibili.
Tali indicatori, pubblicati sull’European Data Portal mostrano, a livello europeo, un generale incremento nello sviluppo di politiche e approcci all’open data, nonostante si evidenzino ancora il permanere di una serie di barriere, ed hanno portato a suddividere gli stati, in base al livello di maturità, in Beginners, Followers, Fast Trackers e Trend Setters. Lo score più elevato spetta alla Spagna, che supera i 1200 punti (su un massino di 1340), su una media europea di 759 punti. Superano i 1000 punti anche l’Austria, la Bulgaria, la Finlandia, la Francia, l’Irlanda, i Paesi Bassi ed il Regno Unito.
L’Italia, con uno score di 695, viene collocata nel gruppo dei Followers: in tale gruppo si collocano gli stati che hanno sviluppato con successo una politica Open Data di base, crescendo inoltre nelle funzionalità offerte dal portale, ma con ancora degli spazi di miglioramento per tutto ciò che riguarda la possibilità di riutilizzare i dataset rilasciati.
Mutuando il metodo utilizzato per costruire gli indici nazionali, l’Osservatorio Digitale della Regione Piemonte, supportato dal gruppo di lavoro Open Data regionale, ha ricostruito l’indice a livello regionale, applicando gli stessi criteri utilizzati per il livello nazionale, ma con riferimento alla realtà territoriale della Regione Piemonte.
L’indice di maturità Open Data per la Regione Piemonte così ottenuto è di 865, composto da 655 punti di Open Data Readiness  e 210 di Portal Maturity.



Fig. 1 - Open Data Maturity 2017 – Composizione indici del Piemonte e dell’Italia 




 Fig. 2 – Piemonte 2017 – Indici Readness e Portal Maturity, e l’indice di maturità complessivo (Overall SCORE), valori espressi in percentuale rispetto al valore massimo possibile


La componente di portale è quindi sicuramente in uno stato di maturità più avanzata, sia per la disponibilità di dati fruibili a servizio, sia per la ricchezza di funzionalità del portale, sia per la varietà dei dati stessi, mentre la componente legata alla Readiness evidenzia la necessità di capitalizzare il lavoro effettuato portando vantaggi ed impatti anche sul piano politico e sociale, e diffondendo tra i cittadini l’utilizzo del portale e dei dati liberati.

                                                                                               

Figura 3 – Piemonte 2017 - Indicatori che compongono lo score di Readness, valori espressi in percentuale rispetto al valore massimo possibile


Le prestazioni migliori del Piemonte si hanno nell’area della “Presenza”, che prende in considerazione diversi fattori, tra cui:
  •  la parte dedicata alle politiche open data, che esamina la presenza di una politica dedicata all’Open Data, elemento su cui il Piemonte è stato precursore, la diffusione di portali locali, la frequenza di aggiornamento dei dataset e la definizione di domini prioritari su cui concentrare il rilascio dei dati, attività quest’ultima che in Piemonte viene portata avanti tramite la partecipazione al paniere dinamico dei dati open, costruito da AGID;
  •  la parte dedicata al coordinamento a livello territoriale, tramite l’emanazione di linee guida, che il Piemonte ha recentemente aggiornato, e la partecipazione delle comunità locali e dei privati al portale, possibilità quest’ultima consolidata per gli Enti Locali, e recentemente estesa ai privati;
  • la parte dedicata alle licenze ed alla gratuità dei dati resi fruibili, dimensione su cui il Piemonte realizza pienamente quanto richiesto.
Le dimensioni su cui il Piemonte ottiene invece la metà dei punti disponibili riguardano l’uso e impatto dell’Open Data: l’utilizzo presenta margini di miglioramento per quanto riguarda la quota di popolazione, piemontese e non, che consulta i dati resi disponibili, mentre la disponibilità di dati fruibili via API è sicuramente un punto di forza del portale; l’impatto riguarda invece la capacità di misurare gli effetti dell’open data sul territorio, non solo dal punto di vista economico, campo in cui sono stati effettuati alcuni studi, ma anche dal punto di vista politico e sociale.

 

Figura 3 – Piemonte 2017 - Indicatori che compongono lo score di Portal Maturity, valori espressi in percentuale rispetto al valore massimo possibile

 

La posizione del Piemonte sugli indicatori che compongono la dimensione relativa alla Maturità del Portale è nel complesso molto buona, soprattutto per quanto riguarda la diffusione e il riuso.
Il riuso è favorito dalla messa a disposizione, sul portale dati.piemonte, di dati elaborabili da un sistema informatico (quindi con formati aperti e riutilizzabili), dalla possibilità di effettuare ricerche in base al formato e di richiedere nuovi dataset, dalla presenza di una sezione dedicata alle notizie. La diffusione allo stesso modo è favorita dalle altre funzionalità del portale: la possibilità di fare ricerche per argomento (con più di 10 classificazioni), dalla varietà di istituzioni che pubblicano sul portale, al momento più di 80. Per quanto riguarda l’usabilità del portale, l’Europa ne misura le performances non solo valutando la possibilità di accedere, scaricare e commentare i dataset, che il portale Piemontese realizza pienamente, ma anche valutando la possibilità per l’utente di contribuire direttamente al dataset, possibilità che il portale consente solamente in maniera complementare, anche per favorire l’individuazione delle responsabilità sui dati pubblicati.
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