I RISULTATI DELL’ANALISI DEI QUADRANTI
I risultati dell’analisi dei quadranti mettono in luce le peculiarità del territorio e identificano i suoi punti di forza e di debolezza. La sintesi che segue permette di sviscerare i risultati per i comuni selezionati, analizzando le dimensioni ricomprese in ciascun macro-indicatore.
A) Sviluppo dei comuni
La dimensione demografica dei comuni selezionati non presenta particolari differenze rispetto alla media regionale, ad eccezione di qualche picco di decrescita demografica e della quota di over 65 per i comuni montani (Gurro e Valle Cannobina su tutti).
Il reddito imponibile pro-capite è sensibilmente inferiore alla media regionale (14.472€/proc) per quasi tutti i comuni, meno della metà nei comuni montani più marginali (Valle Cannobina, Gurro, Re e Malesco). Anche i rifiuti urbani prodotti pro capite, utilizzati come proxy del reddito, mostrano livelli più bassi della media piemontese. Il prezzo degli immobili sembra invece generalmente più alto, soprattutto nei comuni più turistici o nei centri urbani principali (Cannobio, Toceno e Domodossola hanno prezzi al mq mediamente superiori ai mille euro).
Per quanto riguarda la dotazioni di servizi, l’elemento fondamentale è il turismo (Cannobio e Santa Maria Maggiore su tutti, per citare un comune sul lago e uno di montagna), che tocca però solo alcuni dei comuni del gruppo di lavoro. La dotazione di servizi essenziali per le famiglie risulta superiore alla media regionale, mentre l’indicatore di connettività (prossimità a stazioni ferroviarie o caselli autostradali) registra valori ben al di sotto della media piemontese: solo i comuni del fondovalle Toce Ornavasso, Mergozzo e Anzola d’Ossola risultano più connessi della media.
Le attività economico-produttive mostrano un forte dualismo sul territorio in esame: il peso della manifattura è notevole nei comuni localizzati a fondovalle lungo il fiume Toce (su tutti i comuni di Anzola d’Ossola e Piedimulera), mentre il peso del commercio (esercizi di vicinato, strutture commerciali e mercati) è maggiore per i comuni turistici. Spiccano, tra gli altri, Ornavasso e Santa Maria Maggiore.
B) Rete e servizi ICT
La copertura della rete mobile si presenta in linea con quella regionale, non così per la rete fissa. Infatti, solo la copertura broadband raggiunge la quasi totalità delle famiglie residenti, mentre per le tecnologie che garantiscono una connessione più veloce la copertura è ben al di sotto della media piemontese. Solo Domodossola e Ornavasso hanno una buona copertura tra 30 e 100 mbits. La rete 4G, al pari della restante parte del territorio regionale, copre la quasi totalità delle famiglie residenti, con poche eccezioni per i comuni montani più piccoli: è quasi del tutto assente a Gurro, bassa anche a Valle Cannobina.
Il punto forte del gruppo di comuni selezionati è la diffusione di punti di accesso Wi-Fi gratuiti forniti dalle Pubbliche Amministrazioni Locali (PAL): sono ben 31 dei 1705 censiti in Piemonte, 13 dei quali a Cannobio, ma con una buona presenza anche nei comuni più piccoli. Non altrettanto soddisfacente il livello di interattività dei servizi online delle PAL (raramente forniti), con 8 comuni che permettono esclusivamente di visualizzare informazioni o scaricare la modulistica per i loro servizi online.
C) Investimento in ICT
L’analisi dell’investimento in ICT, che tiene conto sia degli stanziamenti del piano Banda Ultra, sia la spesa ICT effettuata dalle pubbliche amministrazioni locali, sembra suggerire che a livello locale vi sia uno sforzo insufficiente per colmare il gap descritto nel paragrafo precedente. I dati comunali di stima dei costi di realizzazione del piano Banda Ultra Larga rapportati alle famiglie che non coperte da almeno 30mbps sembrano generalmente più alti della media regionale (263 euro/famiglia senza 30mbps), ma se si sposta lo sguardo alla spesa ICT dei comuni e delle unioni di comuni, ci si accorge che solo in 4 dei 23 comuni selezionati c’è una quota di spesa ICT che supera il 2% sul totale delle spese correnti e in conto capitale.
I RISULTATI DELL’INDAGINE ICT NELLA PA 2018
Dopo aver indagato le dimensioni dell’ICT attraverso l’analisi dei quadranti, il tema è stato ulteriormente approfondito attraverso le risposte ai questionari della Rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche amministrazioni del 2018, a cui avevano partecipato tutti i comuni selezionati e le tre unioni di comuni coinvolte (Unione del Lago Maggiore, Unione montana delle valli dell’Ossola e Unione montana della valle Vigezzo).
I comuni selezionati hanno dichiarato la presenza di 7 dipendenti assimilabili al personale informatico su un totale di 290 dipendenti. Vengono dichiarati anche 7 dipendenti che hanno seguito formazione ICT nel corso del 2018, dato al di sotto della media regionale, ma in linea con quella provinciale. Solo il comune di Druogno ha istituito un ufficio o servizio di informatica come unità organizzativa interna autonoma.
Le funzioni ICT vengono svolte attraverso il ricorso a fornitori privati esterni per oltre il 60%. Si ricorre in misura minore alla modalità interna attraverso personale effettivo in servizio. Solo una parte residuale viene gestita da un altro soggetto pubblico o società partecipata/controllata: i comuni Cavaglio-Spoccia e Falmenta per la formazione ICT, la città di Domodossola per studi, analisi e progettazione, la gestione e amministrazione di sistemi e/o reti, la sicurezza ICT e lo sviluppo software.
La distribuzione delle diverse tipologie di connessione è simile a quella che si nota sul resto del territorio regionale, con la connessione fissa DSL generalmente più diffusa tranne che nei comuni montani, dove è più presente la connessione via radio. Solo la città di Domodossola dichiara una connessione ad Internet con fibra ottica. Ben al di sotto della media regionale si presenta invece la velocità massima di download, con l’80% dei comuni che dichiara una velocità inferiore ai 30mbps (50% sotto i 100mbps).
Questi problemi infrastrutturali possono essere messi in relazione alla scarsa adesione delle nuove tecnologie, quali il cloud computing, utilizzato solo dal 15% dei comuni del gruppo di lavoro. Infine, l’adozione di strumenti di Intelligenza artificiale e di tecniche di analisi di Big Data risulta nulla sul territorio, come nella quasi totalità del Piemonte.
Rimanendo sul tema della cultura del dato, si segnala infine che solo il 20% dei comuni selezionati pubblica open data, risultato in linea con la media provinciale ma molto sotto alla media regionale (32% dei comuni). I comuni di Craveggia, Druogno e Pallanzeno hanno dichiarato che il personale effettivo ha partecipato ad attività formative nel campo degli Open Data.