Dare accesso all’85% della popolazione ad una connettività di 100 Mbps e garantire 30 Mbps a tutti i cittadini: questi gli obiettivi del piano nazionale Banda Ultralarga per il 2020.

Internet ultraveloce per tutti (o quasi) è da anni la priorità per i paesi dell’Unione Europea e la recente emergenza Covid-19 ne ha acuito l’importanza. Se si parla di servizi come telelavoro, telemedicina, teleconferenze, video lezioni, solo per citarne alcuni, è ovvio che un’elevata velocità di connessione sia un requisito tecnico fondamentale.

Ma in quanti sono realmente connessi con una velocità superiore ai 100mbps? Ecco i dati sulle sottoscrizioni ad oltre 100mbps da parte di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni piemontesi:

– 8,9% famiglie (DESI Index, 2019) – dato nazionale

– 8,3% imprese (ICT nelle imprese, 2018) – dato regionale

– 8,6% Pubbliche amministrazioni (ICT nella PA, 2018) – dato regionale

I dati ci parlano di un basso recepimento delle nuove opportunità tecnologiche da parte della società, in parte spiegabile dalla copertura ancora limitata della banda larga ultraveloce. I cantieri sono tuttora aperti, ma la nostra Regione non ha ancora raggiunto gli obiettivi prefissati: solo il 35,2% delle famiglie ha la possibilità di accedere ad una connessione ad oltre 100mbps secondo i dati AGCOM (stima che segue le linee guida del progetto broadband mapping).
La sottoscrizione della banda larga ultraveloce tra le famiglie piemontesi risulta ad oggi impossibile da calcolare. È disponibile la sola media nazionale (8,9% delle famiglie), calcolata all’interno del DESI Index 2019, che colloca il nostro paese tra quelli a più bassa diffusione di questa tecnologia, ben al di sotto della media europea (20%).

Cos’altro si può trarre dai dati a disposizione?

Il basso recepimento da parte delle imprese può essere in parte spiegato dalla conformazione del comparto produttivo regionale. L’osservatorio ICT ha rilevato poco più di 20.500 imprese ICT attive in Piemonte nel 2020 (il 3,86% del totale): un settore in leggera crescita negli ultimi anni, ma il grosso delle imprese tradizionali potrebbe trovare ancora poco funzionale al loro business una connessione ad alta velocità.

Il dato sulle pubbliche amministrazioni è probabilmente legato alle loro dimensioni. I 94 comuni che risultano connessi ad oltre 100mbps corrispondono a quelli più popolosi a livello regionale: rappresentano quasi il 30% della popolazione regionale. Non sembra un caso che il cloud computing, tra i servizi che più richiedono una buona velocità di connessione, sia adottato prevalentemente da comuni di grandi dimensioni. L’adozione è ad oltre l’80% per i comuni piemontesi oltre i 25.000 abitanti, 26% per tutti gli altri.